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"Migliaia di giovani via dalla Sicilia
In corso una strage generazionale"


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Lo dice la nota di aggiornamento del Defr


PALERMO - "E' in corso una 'strage generazionale': decine di migliaia di giovani abbandonano annualmente la Sicilia ritenendola una terra senza futuro. Diplomati e laureati, il meglio delle nuove generazioni alle quali dovremmo affidare le possibilità di sviluppo, dopo esser stati educati e formati in Sicilia, con grandi sacrifici per le famiglie, affidano le speranze di lavoro all'emigrazione senza ritorno". E' quanto si legge nella nota di aggiornamento del Def regionale, approvata dalla giunta di Nello Musumeci.

Per il governo, si legge nell'aggiornamento del Defr, "sembra ormai prevalere un'irrimediabile percezione della decrescita che tracima in una vera e propria frattura del sistema del diritti di cittadinanza che si misura nel livello dei servizi pubblici i quali, nonostante la pur lievissima ripresa del Pil e occupazione, rimane drammaticamente più basso del centro-nord ed analoghe tendenze hanno riguardato vivibilità, ambiente, dotazione infrastrutturale, standard di istruzione, università e ricerca, efficienza dei trasporti locali, ed in particolare qualità dei servizi sanitari e cura per adulti ed infanzia". Per il governo sono "effetti di una politica economica statale che nell'ultimo decennio ha investito sempre meno e peggio le proprie risorse al Sud, ma anche della mala amministrazione senza visione ed attenzione alle future generazioni". "Nel Mezzogiorno la pressione della burocrazia comprime le possibilità di crescita con un'intensità doppia, pari al 48,2% in più, rispetto al Centro Nord", prosegue il documento. E "così tempi della giustizia civile e tributaria, tempi di pagamento della Pa, lunghezza delle code negli uffici pubblici, pratiche on line gestite dai comuni, durata delle opere pubbliche, corruzione, qualità di governo, assenteismo per malattia dei dipendenti pubblici e creazione di valore delle società partecipate dagli enti territoriali, sono tutti elementi che militano in senso negativo sulla competitività del Sud e della Sicilia e che occorre urgentemente riformare, ed in questo si esplica l'impegno del governo regionale, si vedrà di seguito, per consentire una ripresa economica". "In questo contesto costo del credito, carenza di misure di incentivazione fiscale, arretratezza e costi di trasporto, concorrenza sleale da parte del sommerso e inerzia burocratica - scrive il governo nella nota di aggiornamento del Defr - costituiscono gli ostacoli allo sviluppo che il governo intende aggredire con una decisa politica di riforme strutturali unita all'aumento della capacità di tempestivo impiego delle risorse finanziarie extraregionali. Un rilievo peculiare va riconosciuto alla riforma delle generali procedure amministrative da accompagnare con riforme di settore (urbanistica ed edilizia, appalti, contributi, controlli, organizzazione). E' infatti proprio la Sicilia - sottolinea il documento - che una recente ricerca rileva avere il più alto tasso di peso burocratico con effetto oppressivo per cittadini ed imprese e disincentivo per gli investimenti".