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LA GIUNTA STRAORDINARIA

Musumeci: "Sanatorie? Un crimine
Il prefetto deve essere allontanato"


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La giunta riunita per l'emergenza maltempo

La polemica dopo il "disguido" per la visita di Conte: "Qualcuno ha mentito".


PALERMO - "Chi parla di sanatoria in casi come questi lo denuncio per crimine contro l'umanità. Basta, abbiamo il dovere di fare tutti la nostra parte, a cominciare dal cittadino, che deve avere rispetto per il territorio ed essere meno egoista". Il presidente della Regione Nello Musumeci ha parlato con i cronisti a margine della riunione della giunta regionale che ha convocato d'urgenza questo pomeriggio dopo i fatti di ieri a Casteldaccia e la morte di 12 persone in Sicilia per il maltempo.

E una decisione importante è stata presa, riferisce il presidente: "Domani diramerò una nota con la quale si diffidano i sindaci a consentire, anche a uso temporaneo e di villeggiatura, delle case nei pressi degli alvei dei fiumi e in prossimità delle coste. Sul fiume Milice ci sono almeno quattro villette a ridosso". "Il fiume Milice - ha aggiunto - era tra gli interventi previsti nel 2015 da parte dell'Assessorato all'Ambiente: era inserito in un elenco ma ho appurato che non c'era né  la copertura finanziaria sufficiente e neppur il progetto, quindi è rimasto sulla carta", ha aggiunto.

Pronto il piano di intervento su un'ottantina di fiumi: una quindicina in somma urgenza, compreso il fiume Gornalunga nella zona di Catania. "Ventotto saranno progetti del Genio civile, una decina della struttura del dissesto idrogeologico", dice Musumeci. "Da domani avvieremo al lavoro un migliaio di operai tra lavoratori dei consorzi di bonifica e forestale per cooperare nella pulizia degli alvei dei fiumi, per rimuovere tronchi d'alberi, fango e detriti - aggiunge -. Ho chiesto l'intervento dell'Esa che assicurerà l'attivazione di operai e mezzi meccanici nelle strade interpoderali e nelle strade di campagna".

"Speriamo davvero che da Roma arrivi una risposta rapida. Abbiamo presentato richiesta per lo stato di emergenza nelle scorse settimane e non abbiamo avuto ancora risposta, ora la integreremo con i danni per l'alluvione di ieri. Dobbiamo capire l'entità dello stanziamento che intende deliberare il Cdm anche per organizzarci noi meglio", spiega Musumeci. "Quello che ci preoccupa è anche l'intervento a favore delle aziende private - aggiunge il presidente della Regione. - Decine di migliaia di ettari di coltivazioni intensive sono fuori uso, migliaia di imprenditori agricoli piangono dopo un anno di sacrifici, non potendo neppure coprire le spese. Spero che il governo nazionale consenta almeno alle imprese private un intervento concreto, efficace e tempestivo. Anche su questo fronte abbiamo chiesto giorni fa di concedere la deroga per l'ammissione al piano assicurativo".

E non è mancato un duro intervento nei confronti del prefetto di Palermo Antonella De Miro, dopo "il disguido" - così l'ha definito il Viminale - al Policlinico, dove al presidente della Regione è stato impedito di entrare nella stanza in cui Conte stava incontrando i parenti delle nove vittime di Casteldaccia (Pa). "Se il premier Conte dice di non avere dato disposizione in questo senso come mi ha detto al telefono (leggi qui della telefonata), se il capo del cerimoniale dice alla mia struttura di non averne dato disposizione, allora la condotta del capo della Prefettura mi sembra inadeguata al ruolo. Sono portato a pensare che il capo del governo non stia mentendo, quindi o mente il capo del cerimoniale o il Prefetto di Palermo, e allora se così è spero che il prefetto venga allontanato". "Per due volte il presidente del Consiglio è venuto in Sicilia e il presidente della Regione lo ha appreso col massimo ritardo. Pretendo rispetto non per quello che sono ma per quello che rappresento. Qualcuno lo deve dire a Roma che in Sicilia bisogna venire col cappello in mano", ha aggiunto. Il riferimento è alla visita del premier a Palermo per l'inaugurazione dell'anno scolastico nell'istituto 'Pino Puglisi' e al sopralluogo di oggi nelle zone colpite dall'alluvione.

Per Musumeci l'episodio "costituisce un grave precedente nel momento in cui si tende col neo centralismo romano di condizionare e ridimensionare il ruolo e i poteri e le prerogative della Regione siciliana".