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Bilancio, sollievo per Orlando
Ok dei revisori al 2018


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Tirata d'orecchie all'amministrazione: i ritardi potrebbero frenare stabilizzazioni e trasferimenti


PALERMO - 
Il parere c’è e stavolta è positivo, malgrado non manchi qualche tirata di orecchie. Il collegio dei revisori dei conti promuove il bilancio 2018 del comune di Palermo, manovra che, sottolineano Marcello Barbaro, Sebastiano Orlando e Marco Mazzurco, arriva quasi a fine anno, in netto ritardo rispetto a quanto prevede la legge. Gli enti locali, infatti, avrebbero dovuto approvare i propri strumenti finanziari entro il 31 marzo, cosa che in moltissimi non hanno fatto tanto da spingere la Regione Siciliana, a inizio settembre, a commissariarne a decine.


Palermo, in questo caso, non ha fatto eccezione: la giunta ha infatti esitato il bilancio solo il 4 ottobre e il parere dei revisori è datato 7 novembre. Considerati anche i documenti propedeutici, piano alienazioni e delle opere pubbliche (quest’ultimo ancora non all’ordine del giorno), è probabile che il consiglio comunale si ritrovi di fronte a una nuova maratona con il termine ultimo del 30 novembre. La mancata approvazione dei bilanci, non solo il previsionale 2018 ma anche il consolidato 2017, blocca infatti sia i trasferimenti che le stabilizzazioni: per il Comune sarà una corsa contro il tempo.

Il parere, nella sua parte conclusiva, riporta infatti una bacchettata del collegio proprio per il ritardo con cui è stato approvato il bilancio: un mancato rispetto dei tempi che “sta diventando una prassi quasi consolidata”. E i revisori infatti riepilogano quanto successo negli ultimi anni: il bilancio 2013 è stato approvato a ottobre, il 2014 a novembre, il 2015 a dicembre e il 2017 ad agosto. “La tardiva approvazione del bilancio, oltre a essere un indicato di efficienza, vanifica la stessa logica dell’attività di programmazione – si legge nel parere – Con il bilancio viene approvato anche il Documento unico di programmazione, strumento che permette l’attività di guida strategica e operativa. Ma il bilancio e il Dup, relativamente all’esercizio 2018, non possono essere considerati strumenti di programmazione, essendo stati predisposti oltre nove mesi dopo dall’inizio dell’esercizio”.

Un parere assai prudente, quello del collegio, che non manca comunque di ribadire tutti i rilievi fatti nel consuntivo 2017. Da sottolineare il crollo dei proventi da infrazioni al Codice della strada e l'aumento di quelli Imu. Al netto di questo, però, l’amministrazione Orlando può tirare un sospiro di sollievo: la relazione non positiva al consuntivo ha inchiodato il sindaco e la sua maggioranza a un mese di dibattito in consiglio comunale, creando malumori anche tra i consiglieri che sostengono il primo cittadino. Stavolta il parere è invece pienamente positivo e per il Professore è una buona notizia.

I NUMERI
Le entrate ammontano a 2,4 miliardi di euro per il 2018, che scendono a due e rotti per il 2019 e il 2020, anche se ci sono 762 milioni di partite di giro e 325 di anticipazioni, con spese di poco inferiori e quindi con saldo positivo. I revisori riconoscono che l’utilizzo delle anticipazioni è dovuto al ritardo dei trasferimenti nazionali e regionali, ma invitano anche l’ente a migliorare la sua capacità di riscuotere le tasse.

LE ENTRATE
Sul fronte delle entrate 103 milioni arriveranno dalla lotta all’evasione (di cui 34 Tari e 29 Tosap), 122 dalla Tari, 94 dall’Imu (che aumenterà a 99,6 milioni nel 2020), mezzo milione dalla Tasi, 42 dalla Tosap (suolo pubblico), 2,5 dall’imposta di soggiorno. Crollano i proventi previsti dalle multe: dai 36 milioni previsti per il 2018 si passa ai 23 del 2019 e ai 20 del 2020. Da canoni e affitti il Comune incasserà 6 milioni quest’anno e solo 5,5 negli anni a seguire. I servizi a domanda individuale (cimiteri, mense, asili, teatri) costeranno 25 milioni ma ne frutteranno appena cinque, con un tasso di copertura del 20%. Cala la spesa per il personale, che dai 260 milioni del 2018 arriverà nel triennio a 240.

FONDO CREDITI
I revisori non mancano di rimarcare il problema del Fondo crediti di dubbia esigibilità, ossia quel fondo che ha il compito di coprire le entrate dubbie. La legge ha concesso ai comuni la possibilità di coprire il 100% della somma in modo graduale, ricorrendo anche alla così detta procedura semplificata: in pratica Palermo negli ultimi cinque anni passati ha potuto accantonare meno soldi del dovuto, ma dal consuntivo 2019 dovrà iniziare ad accantonare molti più soldi, il che richiederà somme ingenti. Il rischio è di “generare disavanzo di amministrazione da ripianare con le procedure ordinarie” e i numeri non sono teneri: basti pensa che nel 2017 il fondo calcolato col metodo semplificato ammontava a 355, ma col metodo ordinario sarebbe dovuto essere di 550 milioni, ben 195 in più.

STABILIZZAZIONI
Ma Palazzo delle Aquile dovrà anche inviare alla banca dati delle amministrazioni pubbliche i dati del bilancio entro un mese dalla sua approvazione, altrimenti “non sarà possibile procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto”. Una cosa non semplicissima, dal momento che manca all'appello il consolidato 2017 su cui gli uffici stanno ancora lavorando, visto il ritardo delle partecipate nell'approvazione dei propri bilanci.

LE REAZIONI

“Il parere dei revisori è molto prudente, il che è un fatto positivo: sono state riportate per intero le criticità del rendiconto, ribadendo il loro punto di vista – dice il capogruppo di Forza Italia, Giulio Tantillo - Adesso bisogna sbloccare subito la pratica delle stabilizzazioni e del concorso per i dirigenti. Questo bilancio non è altro che un rendiconto bis che rimanda tutto al vero bilancio del Comune, ossia il 2019”.

“Chiamare di previsione un bilancio di cui conosciamo già 11 mesi di gestione fa ridere i polli". Queste le dure parole di Fabrizio Ferrandelli. "Grazie all'inettitudine e incapacità dell’amministrazione comunale sono state perse centinaia di opportunità economiche per la città che in assenza dello strumento finanziario sono rimaste al palo, inclusi i servizi alla cittadinanza. In più - precisa Ferrandelli - Siamo scandalizzati dai tagli corposi sull'istruzione, sulla tutela del territorio (proprio all'indomani delle tragedie e di emergenze evidenti) e sul trasporto pubblico. Un vero e proprio taglio ai servizi e alla sicurezza. Dare un giudizio positivo alla scena di un disastro gestionale mi impensierisce. Avrà portato bene al sindaco la visita con il presidente dell’ordine, ma da noi si aspetti ancora una volta battaglia”.