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LE INDAGINI

Borsellino, inchiesta sul depistaggio
Gli atti alla Procura di Messina


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Sotto accusa ci sono tre poliziotti del pool investigativo che indagò sulle stragi del '92.

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MESSINA - La procura di Caltanissetta, che ha istruito il processo per il depistaggio delle indagini sull'attentato al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta, ha trasmesso una tranche dell'inchiesta ai colleghi messinesi perché accertino, se nella vicenda, ci siano responsabilità di magistrati.

La Procura di Messina ha aperto un fascicolo di atti relativi, una sorta di attività pre-investigativa in cui non risulta ancora una ipotesi di reato, dopo aver ricevuto dai colleghi nisseni la sentenza del processo Borsellino quater. Nelle motivazioni del verdetto i giudici della corte d'assise parlavano di depistaggio delle indagini sull'attentato al magistrato. Depistaggio su cui i pm di Caltanissetta hanno indagato e poi incriminato tre poliziotti del pool che indagò sull'eccidio. Ma nella sentenza si denunciavano anche gravi omissioni nel coordinamento dell'indagine, costata la condanna all'ergastolo di otto innocenti, coordinamento che spettava ai pm dell'epoca: Carmelo Petralia, ora aggiunto a Catania- da qui la competenza sull'eventuale nuova indagine in capo alla Procura messinese-, Nino Di Matteo, attualmente alla Dna, Annamaria Palma, avvocato generale di Palermo, Giovanni Tinebra, nel frattempo deceduto. E parte dell'inchiesta vide anche attività svolte da Francesco Paolo Giordano, Fausto Cardella e Ilda Bocassini che, manifestò pesanti dubbi sulla credibilità del pentito Vincenzo Scarantino e che poi lasciò Caltanissetta perché era scaduta la sua applicazione all'ufficio inquirente.

Il fascicolo aperto a Messina include le deposizioni dei pm dell'epoca che sono stati tutti sentiti al processo Borsellino quater.