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PALERMO

Ville e case del boss imprenditore
Confisca di beni per 9 milioni


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Antoninio Maranzano

Il Tribunale accoglie la proposta del questore nei confronti di Antonino Marazano (nella foto).

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PALERMO - Ci sono imprese, ville e appartamenti tra Palermo e San Vito lo Capo, società immobiliari e conti conti corrente tra i beni confiscati ad Antonino Maranzano, 78 anni, boss dell'Uditore. Il provvedimento della sezione Misure di prevenzione è il frutto delle indagini della Questura.

Maranzano, condannato per mafia con sentenza definitiva, stavolta non riesce a riavere indietro i beni. Di lui parlava spesso il capomafia di Pagliarelli, Antonino Rotolo, che convocava i summit in un box di lamiera davanti alla sua villa di viale Michelangelo. Nel 2010 Maranznao fu arrestato nel blitz “Mafia e appalti”. Venne fuori la sua figura di imprenditore al servizio dei mafiosi - il sotto capo di Uditore Franco Bonura e Gaetano Sansone che diede ospitalità a Totò Riina - nel settore del controllo degli appalti. Nel 2001 era già stato colpito da una misura di prevenzione, il patrimonio gli era stato sequestrato e poi restituito. C'era sproporzione fra redditi e patrimonio. Sembrava, però, il frutto di “violazione in materia fiscale e previdenziale”.


Le nuove indagini della polizia, quelle che portarono all'arresto e alla condanna a 8 anni e sei mesi, dimostrarono che era molto di più di un costruttore spregiudicato. Maranzano era un boss, specializzato nel controllo degli appalti e del cartello che gestiva, a colpi di pizzo, i lavori in città. Su richiesta del questore a Maranzano viene anche anche applicata per la sua pericolosità sociale la misura di prevenzione personale dell'obbligo di soggiorno per tre anni.

Questi i beni confiscati per un valore di 9 milioni di euro: ”Edil Color srl” con sette immobili in via Giuseppe Sunseri e corso Calatafimi, “3G Costruzioni e servizi” che possiede undici appartamenti, un magazzino, cinque cantine, un negozio e un ufficio in via Francesco Speciale, corso Calatafimi e via Evangelista Di Blasi, ed ancora 16 immobili a San Vito Lo Capo; “Immobiliare Cld” di Vicolo Infermeria Cappuccini che possiede altri sette immobili in giro per la città.