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IL CASO

Caso Morace, burocrati indagati
Un intero assessorato sotto accusa


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L'assessorato regionale ai Trasporti

Dirigenti e funzionari regionali si sarebbero piegati ai desiderata degli armatori trapanesi.

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PALERMO - Un intero assessorato regionale si sarebbe piegato ai desiderata degli armatori Morace. L'avviso di conclusione delle indagini notificato dalla Procura di Palermo svela che il numero dei burocrati finiti sotto inchiesta è aumentato.

Oltre a Salvatrice Severino, dirigente dell'assessorato alle Infrastrutture fino al 2014, ci sono anche il dirigente Giacomo Monteleone e i funzionari Sergio Bagarella, Lucio Cipolla ed Elisabetta Miceli.

Monteleone era il presidente delle commissioni delle gare di appalto, vinte da Ustica Lines, e celebrate il 23 ottobre 2013, il 28 e 31 marzo 2014 per i collegamenti con le isole Egadi ed Eolie. Un servizio da 60 milioni di euro.

Secondo il procuratore aggiunto Sergio Demontis e il sostituto Francesco Gualtieri, Monteleone sapeva che l'altro concorrente in gara, la Compagnia delle Isole, aveva denunciato per iscritto l'incompatibilità della Severino, visto che la figlia della dirigente lavorava per Ustca Lines. Avrebbe dovuto sospendere la gara che invece andò avanti all'aggiudicazione in favore degli armatori trapanesi. In tal modo, si legge nel capo di imputazione, “Monteleone avrebbe violato il principio di imparzialità” che un dipendete pubblico deve garantire.

Gli altri funzionari indagati facevano parte dell'unità diretta da Severino e avrebbe contribuito a scrivere un bando su misura per i Morace. Non solo, attraverso il meccanismo delle compensazioni, averebbero fatto gonfiare la base d'asta della gara, garantendo alla compagnia un guadagno di 10 milioni di euro in più di quanto gli spettasse. Anche loro sapevano, inoltre, della incompatibilità di Severino, ma avrebbero fatto finta di non vedere “omettendo di assumere qualsivoglia iniziativa istruttoria e nulla osservando in merito”.

Le loro responsabilità andrebbero collocate indietro nel tempo. A partire dal 2002, infatti, si sarebbero attivati per favorire i Morace, andando contro le norme comunitarie e omettendo di “rilevare gravi inadempienze contrattuali poste in essere dai Morace tra gli anni 2009 e 2011” nell'ambito del contratto per i collegamenti con le isole minori nel quinquennio 2008-2013.

In cambio Severino avrebbe ottenuto gioielli e borse per 13 mila euro, oltre a mille euro di biglietti gratis in nave. Molto più basso il prezzo della presunta corruzione degli altri burocrati: passaggi in nave gratuiti per sé stessi e per i parenti. Migliaia di euro di biglietti ricostruiti dalle indagini dei carabinieri dei Nuclei investigativi di Trapani e Palermo.