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PALERMO

Denunciò il racket, pestato
Spedizione punitiva al Borgo


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(Foto d'archivio)

L'uomo era costituito parte civile nel processo contro gli estorsori. Mafia o questioni personali?

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PALERMO - Lo hanno aggredito nel cuore della notte, poco prima che entrasse nella sua abitazione. La vittima, un piccolo imprenditore, ha riferito che erano in tre e sono scappati dopo quella che ha tutte le caratteristiche per essere una spedizione punitiva. Adesso i carabinieri stanno verificando il suo racconto. Mafia o questioni personali?

È un fatto gravissimo quello avvenuto nel cuore del Borgo Vecchio. Gravissimo per tre motivi. Primo: la violenza in sé, utilizzata per il pestaggio. Giovanni Caruso ha il volto tumefatto, fratture al naso, allo zigomo e alla mano. Lo hanno soccorso alcuni passanti. Secondo: la vittima è titolare del disco pub Rivendell di via Gerbasi nel popolare rione palermitano, uno di quelli che avevano denunciato gli uomini del racket. Terzo: il pestaggio è avvenuto a pochi giorni di distanza dalla sentenza nei confronti dei presunti mafiosi della borgata, con pene più miti rispetto a quelle chieste dalla Procura e delle assoluzioni che hanno portato alla scarcerazione di alcuni imputati.

È ancora presto per avere la certezza che sia un collegamento fra il pestaggio e il processo. Al contrario via via che passano le ore prendono corpo altre ipotesi da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo. Mafia o questioni personali? Potrebbero essere le immagini di una telecamera a chiarire cosa sia accaduto.

Nel corso delle indagini sul pizzo al Borgo Vecchio c'erano state una dozzina di denunce da parte dei commercianti della zona, ma soltanto in tre si sono costituiti parte civile al processo. Fra questi c'è proprio il titolare del disco pub che accusò Christian Cinà e Gianluca Lo Coco, condannati a quattro anni e otto mesi per questa estorsione, mentre sono stati assolti da altri capi di imputazione.

Perché si è pensato subito ad una spedizione punitiva? Perché il commerciante aveva addosso l'incasso della giornata che non è stato rubato. Non erano andati lì per una rapina, ma per picchiare Caruso. Nel corso delle indagini la vittima del pestaggio era stato addirittura avvicinato da qualcuno che avrebbe cercato di convincerlo a ritrattare le accuse. Nessuna certezza, al momento, ma se davvero ci fosse un collegamento con il processo ai presunti mafiosi del Borgo Vecchio sarebbe un episodio allarmante. I carabinieri hanno predisposto un servizio di sicurezza nei confronti dell'uomo. Nel frattempo proseguono le indagini per verificare il racconto di Caruso e ricostruire cosa è accaduto al Borgo Vecchio.