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PALERMO

Il pestaggio al Borgo Vecchio
Esclusa la vendetta mafiosa


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In un video si vede l'uomo mentre soccorre una donna. Poi, l'aggressione.

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PALERMO – A tarda serata, dopo una giornata di indagini, lo scenario cambia: la pista mafiosa è la meno attendibile. Anzi, Procura e carabinieri tendono ad escludere che Giovanni Caruso sia stato picchiato per la sua denuncia contro il racket.

Eppure tutto all'inizio faceva pensare che ci fosse la mafia dietro il pestaggio subito in piena notte dal titolare del disco pub Rivendell di via Rosario Gerbasi al Borgo Vecchio. Caruso è uno dei commercianti che hanno denunciato e fatto condannare, pochi giorni fa, gli uomini che erano andato a chiedergli il pizzo. Durante le indagini aveva pure riferito di avere subito pressioni affinché ritrattasse.

Tutto vero, ma stavolta la mafia non c'entrerebbe. Ci sono alcuni particolari del suo racconto che non trovano riscontro dall'analisi del video recuperato dai carabinieri. A cominciare dal numero degli aggressori. Di certo Caruso è stato colpito con violenza, mentre rientrava a casa. Gli hanno fratturato naso, zigomo e mano senza portare via l'incasso della serata.

L'ipotesi della vendetta di mafia, che aveva molto allarmato magistrati e forze dell'ordine, perde consistenza. Nel video non si vedono tre aggressori, come aveva detto Caruso, ma una donna che piange. Caruso sembra intervenire per aiutarla. Ad un certo punto entra in scena un uomo che inizia a picchiare il titolare del pub mentre lei cerca di fermarlo. Il picchiatore sembrerebbe avere l'accento campano. Nelle prossime ore il giallo potrebbe essere risolto.