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PALERMO

Bilancio, è corsa contro il tempo
In bilico precari e 40 milioni


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Entro il 7 dicembre la manovra dovrà essere approvata e comunicata al Viminale.

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PALERMO - Il commissario dà tempo fino al 20 dicembre, ma in realtà il bilancio 2018 del comune di Palermo dovrà vedere la luce molto prima o a farne le spese saranno 40 milioni di trasferimenti e le stabilizzazioni. E’ questa la sfida che aspetta il consiglio comunale della quinta città d’Italia, che ieri ha approvato il primo degli atti propedeutici e che riguarda le aree. Un passaggio quasi formale ma che ha dato il via a una maratona che, secondo le previsioni, dovrebbe concludersi a fine mese.

La prossima settimana dovrebbe toccare al piano triennale delle opere pubbliche, giunto nelle commissioni, e al piano alienazioni, ma il piatto forte si avrà con la delibera di bilancio che ha avuto il parere positivo dei Revisori dei conti. Il commissario nominato dalla Regione, Carmelo Messina, ha scritto agli inquilini di Sala delle Lapidi indicando il 21 novembre come data di insediamento: a quel punto, scatteranno i trenta giorni entro cui bisogna esitare tassativamente la manovra. Ma in realtà la scadenza è molto più vicina di quanto non si possa immaginare.

Il 7 dicembre è infatti l’ultimo giorno utile perché da Roma partano 40 milioni di euro di trasferimenti e per farlo il ministero dell’Interno ha bisogno che Palermo comunichi alla banca dati della Pubblica amministrazioni i dati del previsionale approvato in consiglio. In poche parole significa che se entro il 7 dicembre il Comune non caricherà i dati, il Viminale non farà più in tempo a far partire i 40 milioni che così slitterebbero al prossimo anno. A Palazzo delle Aquile è scattato l’allarme, visto che la cassa è in estrema sofferenza: se i 40 milioni non arrivassero, l’amministrazione si troverebbe in enorme difficoltà.

Ma non è finita qui perché, come hanno sottolineato i Revisori, c’è anche la questione delle stabilizzazioni: per poter rinnovare i contratti in scadenza di 630 precari, alcuni dei quali in scadenza a fine dicembre, Palermo deve comunicare a Roma anche i dati del bilancio consolidato 2017 e avere il tempo di preparare tutte le procedure. Martedì il consolidato dovrebbe andare in giunta, poi sarà la volta dei revisori e infine del consiglio: il rischio è che un allungamento dei tempi non consenta al Personale di rinnovare i contratti in tempo. Sala delle Lapidi dovrà in pratica bruciare le tappe, dal momento che gli ultimi dati delle aziende sono arrivati questa settimana in Ragioneria generale, ma non essendoci più disallineamenti l’iter dovrebbe essere più semplice di quello seguito per il consolidato 2016.

"La conferenza dei capogruppo ha stabilito un fitto calendario di sedute che dovrebbe portare entro venerdì 30 novembre all'approvazione del bilancio previsionale – dice Ugo Forello del M5s - Solo oggi è arrivato in consiglio uno dei più importanti atti propedeutici che deve ancora essere esaminato e votato, il piano triennale opere pubbliche con un parere della ragioneria in parte negativo, visto che si tagliano circa nove milioni di euro su 12. In questo contesto l'amministrazione ha una grave responsabilità: quella di non avere messo il consiglio comunale nelle condizioni di lavorare con la dovuta serenità e di esercitare le necessarie funzioni di verifica e controllo. Da mesi il Consiglio Comunale agisce con una spada di Damocle sulla testa. Tutto ciò è inaccettabile".

“Al di là della scadenza fissata dal commissario, ci sono dei termini che andranno tassativamente rispettati per evitare conseguenze nefaste sui trasferimenti e sulle stabilizzazioni – dice Tony Sala di Palermo 2022 – La maggioranza si farà trovare pronta e confidiamo nel senso di responsabilità delle minoranze. In gioco c’è il futuro della città”.