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LA MANOVRA

L'assestamento da mezzo miliardo
Tagli agli stipendi dei regionali


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Il taglio più sostanzioso: 16 milioni di euro in tre anni al Fondo pensioni Sicilia sulle somme per le anticipazioni delle buonuscite.


PALERMO - Approvato l'assestamento di bilancio, è ora delle lacrime amare. Tagli distribuiti su più voci per coprire un buco di più di mezzo miliardo di euro (535.511.791, 91). E questa volta non si salvano nemmeno gli stipendi dei regionali: nel 2019 il capitolo relativo ai dipendenti della Regione - non dirigenti - subirà un taglio di oltre 5 milioni e mezzo. La sforbiciata maggiore, però, alle somme per il Fondo pensioni Sicilia: meno 16 milioni di euro tondi tondi in tre anni che verranno a mancare per le anticipazioni delle buonuscite dei dipendenti.

Dopo ore di tensione per il "conflitto" con la Corte dei Conticon un blitz della maggioranza mercoledì a tarda sera e in un'Aula semi vuota, l'Ars ha approvato in un colpo solo rendiconto e assestamento e il testo sui debiti fuori bilancio. L'assestamento, in particolare, contiene le variazioni di bilancio conseguenti all'approvazione del Rendiconto del 2017 che hanno fatto emergere un disavanzo complessivo nei conti della Regione di 536.511.792 euro. Ferme restando le cifre già iscritte in bilancio, alla Regione tocca trovare entro il 2020 ulteriori coperture per poco più di 285 milioni. I tagli sono stati spalmati su diversi capitoli del bilancio e questa volta non si salvano nemmeno alcune "spese obbligatorie".

Intanto il taglio più sostanzioso: 8 milioni nel 2019 e 8 milioni nel 2020, per un totale di 16 milioni di euro toccherà al Fondo Pensioni Sicilia sulle somme che servono per pagare le anticipazioni delle buonuscite. Poi, nel 2020 si ridurrà di più di 5 milioni e mezzo di euro il capitolo destinato "agli stipendi ed altri assegni fissi da erogare al personale a tempo indeterminato, con qualifica diversa da quella dirigenziale, in servizio presso gli uffici dell'amministrazione regionale". Svariati milioni saranno recuperati dai tagli alle spese per l'informatica (10 milioni dai servizi per la gestione dei servizi informatici e di telecomunicazione e 2 milioni e mezzo dalle spese per l'hardware), per l'energia elettrica (7 milioni nel 2020) e per gli affitti (3 milioni nel 2020). Tre milioni in meno anche sui fondi per le ricapitalizzazioni di enti e società partecipate. Infine, colpita anche un particolare tipo di spesa sanitaria: taglio di 200 mila euro ai rimborsi per le cure fuori dalla regione per pazienti affetti da sindrome di Arnold Chiari e da craniostenosi grave.