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ASSENTEISMO

Regione, guerra agli assenteisti
Basta permessi, dirigenti richiamati


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Dopo lo scandalo alla Sanità arriva la circolare dell'assessore Grasso. Novità all'Energia.


PALERMO - La Regione "mette in allerta" i dirigenti sulla questione assenteismo e li riporta alle loro responsabilità, ma all'Assessorato all'Energia la reazione allo scandalo di piazza Ottavio Ziino è molto più severa. Lo stesso giorno in cui l'assessore alla Funzione pubblica
Bernadette Grasso firma una circolare "per contrastare l'assenteismo sui luoghi di lavoro", il dirigente generale dell'Energia, Salvatore D'Urso, firma una sua disposizione di servizio: la prima richiama le regole e i principi generali che sono alla base del rapporto di lavoro, ricordando ai dirigenti la loro funzione di controllori; la seconda annuncia che al Dipartimento dell'Energia "non saranno più concessi permessi di alcun genere, ad eccezione dei permessi di servizio esterno o per la partecipazione autorizzata ai corsi di formazione e/o aggiornamento".

In più, la disposizione prevede anche che laddove il dipendente dimentichi il badge, non potrà regolarizzare la presenza attraverso una dichiarazione e sarà automaticamente posto in congedo ordinario d'ufficio; ed eventuali dimenticanze di timbrature non potranno essere regolarizzate attraverso una dichiarazione e anche in tale ipotesi il dipendente verrà automaticamente posto in congedo ordinario d'ufficio". Poi il monito "ai dipendenti responsabili e addetti al sistema di rilevazione automatica delle presenze, o chiunque altro abilitato", a cui "è tassativamente proibito apportare modifiche e o correzioni allo stesso se non preventivamente autorizzate dallo scrivente". I dipendenti, pur se messi sotto accusa dopo quello che è accaduto all'assessorato alla Salute, hanno protestato per l'eccessivo irrigidimento delle regole.

Al confronto della "disposizione di servizio" del Dipartimento dell'Energia, la circolare della Grasso risulta quasi "descrittiva", eccezion fatta per i passaggi che riguardano i dirigenti regionali: il dirigente che manchi di controllare è accusato di "rilevante superficialità e trascuratezza". Si comincia però con un concetto preciso: "Il rispetto dell'orario di lavoro è un obbligo per i dipendenti". Potrebbe sembrare un'ovvietà, ma a quanto pare alla Regione si è reso necessario ribadire il concetto dopo lo scandalo assenteismo che ha travolto l'assessorato guidato da Ruggero Razza, con 11 arresti e 42 indagati in totale.

Dopo aver "spiegato" a cosa serve e come si usa il badge, si ribadisce che "il tesserino magnetico va utilizzato personalmente dal dipendente titolare dello stesso per rilevare la propria presenza sul posto di lavoro registrando inizio e fine dell'orario ed eventuali interruzioni della presenza per cause di servizio o personali". Richiamando, poi, il Codice di comportamento dei dipendenti della Regione Siciliana, l'assessore Grasso precisa nel testo che "il dipendente utilizza i permessi di astensione dal lavoro, comunque denominati, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, dai regolamenti, e dai contratti collettivi, ed è tenuto comunque a informare preventivamente il proprio dirigente nel caso della necessità di abbandono temporaneo del posto di lavoro".

Proprio i dirigenti sono stati presi di mira dal giorno in cui è scoppiato lo scandalo a piazza Ottavio Ziino. La domanda che in molti si sono fatti è: chi doveva vigilare? La risposta la mette nero su bianco Grasso: "Il dirigente vigila sul rispetto dell'orario di servizio e sulla utilizzazione dei permessi di astensione affinché gli stessi vengano utilizzati effettivamente per le ragioni e nei limiti previsti dalle norme". E il messaggio è lapidario: "La violazione delle disposizioni e degli obblighi e delle norme rappresenta un comportamento contrario ai doveri d'ufficio e rappresenta fonte di responsabilità disciplinare", in relazione alla gravità del comportamento e a quanto il "prestigio dell'amministrazione" ne esca malconcio.

Grasso richiama addirittura una sentenza della Corte dei Conti della Toscana per cui "nella omessa vigilanza del dirigente sui comportamenti dei dipendenti assegnati si ravvisa un preciso profilo di responsabilità e correlato danno erariale, evidenziando come l'omissione dei dovuti controlli rivela assenza di diligenza e rilevante superficialità e trascuratezza".