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AFFARI ISTITUZIONALI

Una pioggia di nomine all'Ars
L'incognita prima commissione


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Dai designati al Cga ai prossimi commissari degli Iacp. Si attende il via libera dei deputati.

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PALERMO -  Domani la prima Commissione dell’Assemblea regionale siciliana, la commissione Affari istituzionali, torna a riunirsi per discutere di alcune nomine varate dal governo regionale e ora in attesa della ratifica parlamentare. Si tratta delle nomine a consiglieri laici del Cga, il Consiglio di giustizia amministrativa, e delle nomine dei presidenti degli Iacp, gli Istituti autonomi per le case popolari. Ma il passaggio nella commissione  presieduta dal forzista
Stefano Pellegrino non è mai così scontato. Altre volte i deputati hanno messo i bastoni di traverso ai designati dal governo e anche in quest’occasione potrebbero non mancare gli ostacoli.

Non è ancora detta l’ultima parola quindi sulle nomine al Cga. I giudici del Consiglio di giustizia amministrativa, l’equivalente del Consiglio di Stato in Sicilia, sono in parte togati, e quindi giudici che hanno fatto carriera nella magistratura amministrativa, e in parte laici e cioè giudici nominati dalla politica. Il governo guidato da Nello Musumeci ha deciso di riempire i posti vacanti con  l‘ex presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e l’avvocato palermitano nonché ex assessore all’Agricoltura del governo Crocetta, Nino Caleca. Ma proprio sulla nomina di quest’ultimo peserebbe il pesante giudizio del gruppo parlamentare del Movimento Cinque stelle. Per i deputati pentastellati “la figura in questione, ha troppe relazioni con importanti imprenditori e politici tuttora in carica per poterne vagliare in maniera terza i procedimenti”.

La prima Commissione dovrebbe poi vagliare le nomine per gli Iacp. Alla presidenza dell’Istituto competente per la provincia di Palermo è designato Nunzio Moschetti, a Catania dovrebbe andare Angelo Sicali, a Messina Giuseppe Calabrò e a Siracusa Nicoletta Piazzese. Per l’Iacp di Trapani infine è stato nominato Paolo Ruggeri. Al momento questi enti non sono retti da dei commissari straordinari ed è proprio di questi giorni la decisione del governo che riguarda  la transizione alla guida dell’istituto trapanese: il governo ha revocalo l’incarico a Giuseppe Pirrello nominando al suo posto Ettore Foti, il capo di gabinetto dell’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone.

La prima commissione di Palazzo dei Normanni sulle nomine effettua un’attività di controllo: verifica che i nominati abbiano i requisisti, ma l’esperienza remota e recente dimostra come il voto favorevole non sia scontato. Si ricorderà, infatti, che in questa legislatura, la commissione parlamentare ha fatto saltare le nomine di due dei consiglieri d’amministrazione indicati per Riscossione Sicilia. Il confine fra ragioni tecniche e ragioni politiche, infatti, nella commissione Affari Istituzionali si fa a volte labile e alcuni deputati della “coalizione di governo”, dissidenti dalla linea, trovano facilmente modo di votare con l’opposizione e non fare passare i designati. Anche in passato, durante l’esperienza del governo Crocetta alcune nomine, ad esempio in occasione delle nomine dei consiglieri di amministrazione dell'Irsap o dei direttori generali della Sanità, furono fermate dai parlamentari. E proprio le nomine dei manager della Sanità saranno un ulteriore banco di prova per la coalizione che appoggia il governo e che in prima commissione dovrà trovare la maggioranza.

Insomma dalle nomine all’approvazione del disegno di legge sulle variazioni di bilancio, nelle prossime settimane, a Palazzo dei Normanni, sia in commissione che in aula, non mancheranno i banchi di prova. L’ultima cartina tornasole disponibile sullo stato della maggioranza è di giovedì scorso, quando, per la terza volta consecutiva, non ci sono stati i numeri sufficienti per approvare il ddl sui debiti fuori bilancio. Qualcuno a Palazzo dice che questo sia un modo per alzare la posta in vista della Finanziaria. È chiaro però che prima della discussione della legge di stabilità non mancano le occasioni per verificare la tenuta della “coalizione di governo”.

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