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LA CONFERENZA

Governo Musumeci, un anno dopo
"Il piano per i rifiuti è pronto"


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Il presidente della Regione, affiancato da tutti i suoi assessori, fa il punto su un anno alla guida del governo regionale. DIRETTA

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PALERMO - Il governo del presidente Nello Musumeci compie un anno. E per celebrare la ricorrenza la giunta nella sua interezza si è riunita a Palazzo Branciforte, a Palermo, per presentare al mondo accademico, della ricerca e delle categorie i primi risultati dell'esecutivo. "Quelli che non hanno compreso che questa è una nuova stagione, presto lo comprenderanno sulla loro pelle perché pretendiamo che ognuno faccia il proprio dovere fino all'ultimo. La classe dirigente politica e la classe dirigente burocratica devono andare allo stesso passo", ha detto Musumeci.

Il presidente della Regione ha parlato del "nuovo rapporto" con la pubblica amministrazione: "Abbiamo sostituito il 60 per cento dei dirigenti regionali ma nessuno è stato penalizzato. Solo che in molti non erano abituati a certi ritmi, in troppi non erano abituati a ricevere la chiamata del presidente per sapere a che punto è una certa pratica. Abbiamo cambiato il modo di lavorare con 12 assessori, 10 dei quali senza esperienza di governo alle spalle e con un nuovo segretario generale, Maria Mattarella". Il presidente Musumeci ha annunciato anche la ricostituzione dell'ufficio stampa della Regione: "Il precedente governo - ha detto - con un'operazione irriguardosa e in maniera irriguardosa ha smantellato la struttura di comunicazione. Noi a breve lanceremo il nuovo concorso pubblico per giornalisti. Il bando è già all'esame dell'Aran Sicilia". Stando a indiscrezioni, il bando prevede una riserva del 50 per cento dei posti per i giornalisti del precedente ufficio stampa.

Poi uno degli annunci più attesi: "Il Piano rifiuti, che avevamo detto sarebbe stato pronto entro dicembre, sarà deliberato dalla giunta la prossima settimana, anche se in pochi ci avevano creduto". I dati sulla raccolta differenziata nell'Isola corrono verso il 50 per cento di media, che potrebbe essere raggiunto nel 2019, ma Palermo, Catania e Messina sono inchiodate tra il 9 e l'11 per cento. "Complimenti ai piccoli comuni che hanno raggiunto risultati virtuosi", ha detto Musumeci.

Il governatore ha voluto parlare subito di ex Province e del rapporto con Roma: "Continuano a donare il sangue pur essendo ormai all'anemia. Lo Stato preleva ogni anno circa 200 milioni di euro. Di finanza locale deve occuparsi lo Stato: occorre rivitalizzarle e restituire loro la dignità che hanno avuto in oltre 160 anni". E immediato è anche il riferimento alle società partecipate regionali: "Sono la nostra spina nel fianco, ma sono il risultato di anni e anni di politica clientelare. Servivano soltanto per assumere galoppini e amici del giaguaro. Migliaia di persone assunte senza concorso. La nostra logica - ha detto Musumeci - è quella di salvare i lavoratori, non i posti di lavoro".

E via con un lungo elenco di spunte nella lista delle cose fatte, Musumeci ha raccontato tutto quello che ha fatto il suo governo: "Ci siamo mossi per raggiungere quelli che erano i nostri obiettivi prioritari: accelerare la spesa pubblica, mettendo al centro di ogni interesse l'impresa, che pensiamo sia l'unico strumento per determinare autentica ricchezza; riqualificazione della rete viaria, riqualificazione dell'edilizia scolastica, tutela del territorio e, infine, riqualificazione dei centri storici minori soprattutto quelli dell'entroterra per evitare processo di desertificazione".

Poi Musumeci  ammette: "Ci dicono 'abbiamo fiducia in Musumeci ma vogliamo sapere cosa sta facendo'. Non abbiamo saputo comunicare, ma i siciliani sono stati abituati ai fuochi d'artificio che per loro stessa natura sono effimeri e poi diventano polvere. Noi ai tromboni abbiamo preferito il sottofondo dei violini", ha aggiunto.

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