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TRAPANI

Obiettivo: stanare Messina Denaro
Notte di arresti e perquisizioni


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In manette il reggente di Mazara del Vallo, un imprenditore e un parente del latitante. Carabinieri anche a Palermo.

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Un nuovo rastrellamento per stanare Matteo Messina Denaro. Centinaia di carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Trapani nella notte hanno perquisito case, magazzini, negozi, uffici alla ricerca di una traccia del latitante su ordine della Procura della Repubblica di Palermo.

Venticinque le persone indagate per avere favorito il padrino di Castelvetrano, l'ennesima lista di fedelissimi del boss che si muove come un fantasma. Un paese sotto assedio svegliato nel cuore della notte dalle sirene dei militari armati fino ai denti. I carabinieri del Raggruppamento operativo speciale in contemporanea sono intervenuti anche a Mazara del Vallo, Campobello di Mazara e Custonaci, roccaforti della mafia trapanese da sempre alleata dei Messina Denaro. Gli investigatori si sono spinti fino a Palermo.

È stato eseguito anche un provvedimento di fermo nei confronti di Matteo Tamburello che secondo gli investigatori, era il nuovo reggente del mandamento di Mazara del Vallo. O meglio, si era ripreso il posto che aveva dovuto lasciare il giorno del suo arresto, nel 2006, assieme al padre Salvatore.

Dopo che il padre è morto, così come il boss Vito Gondola; dopo che nei mesi scorsi è finito in carcere Dario Messina, sarebbe toccato a Matteo Tamburello, subito dopo la scarcerazione per fine pena, proseguire il lavoro sporco, sulla scia di quanto faceva Mariano Agate, fedelissimo del latitante.

Sono una trentina i luoghi “sensibili” perquisiti. Luoghi dove, i primi a non illudersi sono gli investigatori, si spera di trovare almeno una traccia della catena che copre e alimenta la latitanza del capomafia trapanese.

I suoi uomini più fidati, compresi i parenti, sono stati arrestati e indagati. Qualcuno, però, continua a mantenere i contatti attraverso un canale riservato pur non registrandosi segnali concreti della presenza della primula rossa. L'obiettivo del procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dell'aggiunto Paolo Guido è fin troppo chiaro: togliere il sonno a tutti coloro che hanno avuto contatti con il latitante, prosciugare le sue energie, stanarlo dopo 25 anni di fuga. Ed ecco un nuovo assedio dopo quello di pochi mesi fa allora ad opera dei poliziotti del Servizio centrale operativo e delle squadre mobili di Palermo e Trapani.

Nel corso del blitz due persone sono state arrestate in flagranza di reato. Si tratta di Giovanni Como, fratello di Gaspare, il cognato di Messina Denaro, in carcere da tempo, e Diego Vassallo, titolare di supermercati a Mazara del Vallo. Detenevano illegalmente due pistole, una Baby Browning calibro 635 munita di caricatore con 5 colpi e un revolver calibro 22 con 20 cartucce. Sequestrati computer, telefoni e documenti cartacei che saranno analizzati dagli esperti.

Interessante il profilo economico di Tamburello che, secondo l'accusa, grazie alla collaborazione di un imprenditore mazarese (anche la sua casa è stata perquisita) programmava importanti investimenti nel settore eolico. In particolare, era previsto l’ampliamento di un impianto a Mazara del Vallo con la palificazione di nuovi aereo generatori.