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Micciché a un incontro degli azzurri

"Argine moderato contro i populisti
Ma non voglio il Pd in Forza Italia"


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Rilanciata l'alleanza contro Lega e M5s. Milazzo: alle Europee progetto unico, Tantillo in pole FT


PALERMO - La difesa del governo Musumeci "che ha ricevuto una eredità drammatica e da Crocetta e che sta lavorando bene", l'ennesima stoccata alla Lega di Matteo Salvini ("se resta così, violenta e razzista, non ci sto al ritorno dell'alleanza") e la riconferma di un refrain che circola già da tempo: "Serve un'alleanza strategica tra i moderati e contro il populismo. Non voglio fare entrare il Pd in Forza Italia, sto solo cercando di spiegare che oggi è necessario costruire un argine contro i populismi". In mezzo anche l'investitura, quasi ufficiale, del capogruppo di FI al Comune Giulio Tantillo come candidato alle Europee. Quando Gianfranco Micciché sale sul palco del teatro Savio di Palermo per i saluti natalizi ai sostenitori di Forza Italia c'è lo stato maggiore dei forzisti ad applaudirlo. In sala anche Rosi Pennino, ex moglie del neo segretario dem Davide Faraone e oggi in azzurro. Micciché le lancia un saluto: "Sta lavorando bene".

Padrone di casa, insieme con il presidente dell'Ars tornato nelle vesti di coordinatore forzista, anche Tantillo e il capogruppo all'Ars Giuseppe Milazzo. In platea quasi tutti i volti che hanno fatto la storia dei forzisti nel capoluogo: dall'ex presidente dell'Ars Francesco Cascio al senatore Francesco Scoma, passando per il presidente della commissione Bilancio di Palazzo dei Normanni, Riccardo Savona, i consiglieri comunali Andrea Mineo e Alessandro Anello. A convention iniziata arriva anche il neo sindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi: "Non è ancora con Forza Italia, ma stiamo ragionando", scherza Micciché strappando un sorriso a Nicolosi. 


CHI C'ERA ALLA CONVENTION DI FORZA ITALIA - FOTOGALLERY

Sul palco il presidente dell'Ars rassicura: "Il Pd di Faraone? Non faccio accordi che la storia non consentirebbe di fare, non voglio fare entrare il Pd in Forza Italia, sia chiaro, ma voglio convincere le persone a unirsi per creare un argine contro i populisti". Movimento cinque stelle e Lega, insieme al governo a Roma, sono ancora una volta i nemici: "La strategia è quella di riunire i moderati". Parole che rassicurano chi, come Tantillo e Milazzo, poco prima avevano avvertito sulla necessità di non trasformare il partito "in un autobus". Tantillo lancia il messaggio: "Discutiamo con gli alleati ma facciamo crescere chi è stato fedele a Forza Italia". Le Europee sono dietro l'angolo ed è lo stesso Milazzo ad annunciare "una federazione con un progetto, e non un partito, unico: il partito che si riconosce - spiega il capogruppo all'Ars - nel programma del governo Musumeci che sta facendo bene nonostante le difficoltà dei numeri in Aula". Il legame con Tantillo si rinnova quando Milazzo lascia intendere che sarà l'esperto consigliere comunale a rappresentare Forza Italia alle elezioni di primavera: "magari lo vedremo in qualche posto importante...". Tra i due sono sorrisi e abbracci e Milazzo profetizza: "Dopo le Europee torneremo a essere il primo partito in Sicilia".

L'idea piace anche a Micciché ("il partito lo vuole candidato"), che però sul progetto unico in chiave Europee è più cauto: "Sta andando avanti un ragionamento, è possibile che si riesca a concretizzare per le per le elezioni europee così come è possibile che debba andare avanti e concretizzarsi dopo, ma non è questo il problema. L'importante è che i moderati si riuniscano, l'importante è che si trovi un argine a questo populismo che sarà veramente dannoso. A Palermo? Il prossimo candidato sindaco sarà nostro". E rivolgendosi ai presenti in sala, il presidente dell'Ars aggiunge: "Questi hanno fatto promesse pazzesche a chiunque e oggi si comincia a capire che non c'è niente, non ci sarà reddito di cittadinanza e non ci sarà la flat tax. Il populismo è bello, ti trascina, ti fa divertire, ma è una rovina per chiunque. In qualsiasi paese si è verificato. E' un fatto negativo e per cui abbiamo il dovere di metterci tutti insieme per fare un argine".

Dopo l'attacco alla Lega ("prima di salire su nave Diciotti avevo un pensiero diverso sull'immigrazione, avere visto le sofferenze di quella gente mi ha cambiato") Micciché ritorna anche sulla vicenda Sas e sullo scontro avuto con l'ormai ex presidente Caruso, di fatto sfiduciato in tv: "Mi dispiace avere detto quelle parole con Caruso che è un amico e che saluto - è la premessa del presidente dell'Ars - ma viviamo tempi tragici e non possiamo permetterci di contrapporre i cavilli davanti alla politica. C'erano 134 persone che rischiavano il posto di lavoro e la politica non poteva permetterlo. In certi frangenti dobbiamo essere feroci, anche con i nostri stessi uomini, perché l'obiettivo è salvaguardare il lavoro della gente". In sala c'è anche Giuseppe Di Stefano, avvocato in procinto di sostituire Caruso. Micciché chiede pubblicamente: "Tutto ok?". La risposta affermativa arriva con un cenno e un sorriso.