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Quelli che "Diventerà Leghissima"
I musumeciani folgorati da Salvini


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Il Carroccio attrae pezzi dal movimento del governatore. E non solo.


Per vederla materializzarsi a Sala d'Ercole, probabilmente bisognerà prima aspettare le Europee. Ma da qui ad allora, la Lega di Salvini certo non starà ferma a guardare. Il Carroccio 2.0, abbandonata la matrice padana dei tempi di Bossi e abbracciata la retorica nazionalista, si va strutturando sempre più sotto la linea gotica. E viste le praterie in Sicilia, tanto ceto politico guarda con interesse agli spazi aperti nel movimento che i sondaggi danno stabilmente come primo partito italiano. Le adesioni arrivano alla spicciolata ma, sforzandosi di avere una visione d'insieme, è evidente come la Lega oggi eserciti una forza d'attrazione notevole nel fu centrodestra. E se per un pezzo si è parlato della decadente (in termini di consensi) Forza Italia come ideale terreno di caccia per i leghisti, non bisogna sottovalutare la forza d'attrazione che Salvini e compagni esercitano sul mondo che recentemente ha gravitato attorno a Nello Musumeci e al suo movimento.

Se tre indizi fanno una prova, la calamita leghista sembra avere intercettato più pezzi della galassia musumeciana. Un primo significativo esempio è quello del professor Dino Bramanti. Il medico messinese non era un esponente del movimento del presidente ma era stato scelto proprio da Musumeci e Ruggero Razza come candidato del centrodestra a sindaco di Messina. Ma lì, malgrado la forza dirompente delle sue liste, il direttore dell'Istituto Bonino Pulejo è finito travolto dal ciclone Cateno, perdendo al ballottaggio. Poco dopo il suo transito, con seguaci, proprio alla Lega. Da Messina al Trapanese ed ecco la vicenda di Elena Ferraro. Imprenditrice antiracket, ascritta di recente all'area di Diventerà Bellissima, era stata nominata dal governo regionale nel cda di Airgest, la società di gestione dell'aeroporto di Birgi. Ne è uscita con tantao di nota polemica qualche giorno fa, avvicinandosi, pure lei alla Lega e al suo deus ex machina siciliano, il senatore Stefano Candiani. E due. Da Castelvetrano ad Agrigento. Qui il Carroccio aveva già conquistato la consigliera comunale Nuccia Palermo, con trascorsi in Sicilia Futura. Ora apre le porte anche a Rita Monella, consigliera comunale eletta nel Movimento 5 Stelle poi transitata in Diventerà Bellissima e ora folgorata dal Carroccio, “che porta avanti – spiega al sito Grandangolo - temi come la famiglia, la scuola, il rispetto per la legalità che sono alla base di tutto, e rispecchiano il mio percorso di vita”. E tre.

È proprio nei consigli comunali, lì dove si trova ceto politico più giovane che soffre del “tappo” sul territorio dei deputati regionali e nazionali, che il Carroccio sembra sfondare con più facilità. A gestire il traffico in entrata i due dioscuri del salvinismo siculo, l'ex grillino Igor Gelarda a Palermo e Fabio Cantarella a Catania. In settimana nel capoluogo Gelarda ha battezzato ufficialmente la Lega giovani della Sicilia occidentale. L'arruolamento prosegue. Mentre sembra non esserci troppa fretta all'Ars. Da quelle parti erano stati abbastanza chiari nel recente passato i segnali di avvicinamento di alcuni deputati, soprattutto Vincenzo Figuccia. Tutto però al momento sembra congelato. Raccontano che qualche giorno fa ad Avola Candiani abbia incontrato il sindaco Luca Cannata, fratello di Rossana, deputata regionale forzista che ha manifestato più volte segni di insofferenza verso i vertici siciliani dei berlusconiani. Incontro istituzionale o altro? Ci sarà tempo per capirlo. Difficile infatti che altri deputati regionali si aggiungano a Tony Rizzotto prima delle prossime Europee. Quando con le preferenze sarà possibile pesare la propria consistenza sul territorio.