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IL PRESIDIO

Le promesse, la legge, la protesta
Gli ex sportellisti di nuovo in piazza


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Un momento della protesta

Di Maio non ha mai convocato il tavolo annunciato a luglio. Musumeci guarda alla Lombardia. LE FOTO


PALERMO - Sono tornati in piazza, a volto coperto, indossando delle maschere bianche. Gli ex sportellisti, poco meno di un centinaio, questa mattina hanno protestato a piazza Indipendenza, davanti a Palazzo d'Orleans, e il presidio resterà lì almeno fino a mercoledì, nonostante il freddo dell'inverno che arriva. "Siamo anime ormai invisibili", dicono. "Le promesse alla fame sono debiti morali", c'è scritto su alcuni manifesti esposti in piazza. I volti stampati sono quelli del vicepremier e ministro per il Lavoro Luigi Di Maio e del presidente della Regione Nello Musumeci. La richiesta dei lavoratori scesi in piazza è chiara: vogliono una data certa del tavolo di confronto istituzionale promesso il 13 luglio scorso dal ministro grillino e al presidente Musumeci chiedono di adoperarsi fattivamente per facilitare tale percorso, oltre all'ottemperanza delle leggi regionali a tutela dei lavoratori.

"Chiediamo - hanno scritto in una nota - di affrontare e risolvere l'emergenza sociale che ha investito le decine di migliaia di famiglie del comparto della formazione: interventi e sportelli, come ampiamente promesso dalle più alte cariche istituzionali. Questa è un'altra fatica di chi non si è mai fermato per chiedere di risolvere quello che è, ormai, un problema sociale di enormi dimensioni. Hanno iniziato un percorso per la soluzione definitiva del problema occupazionale, in sintonia con il governo nazionale e la disponibilità del governo regionale, adesso i fatti. La percezione dei tempi della politica non coincide con i bisogni dei lavoratori, a maggior ragione se tutto pare si sia fermato dopo i roboanti annunci e scambi epistolari tra il ministro e il presidente".

Era stato proprio il ministro Di Maio incontrando gli ex sportellisti e un gruppo di lavoratori della formazione professionale siciliana, lo scorso luglio, a promettere un tavolo di confronto dedicato alla vertenza. Poi più nulla. Nonostante i due solleciti di Musumeci. Il dialogo tra Roma e Palermo si è interrotto, tranne per gli incontri con gli assessori al Lavoro di tutte le Regioni a cui ha partecipato l'assessore Mariella Ippolito in vista del potenziamento dei centri per l'impiego. Tra le richieste dei lavoratori c'è anche quella di rispettare la norma, approvata con il Collegato a luglio scorso, che disciplina gli interventi a favore dei centri per l'impiego, per cui "l’Assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, previa ricognizione dell’effettivo fabbisogno dei centri per l’impiego, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è autorizzato a redigere apposito piano finalizzato all'utilizzo dei soggetti di cui all'elenco ad esaurimento". Ovvero l'albo degli ex formatori.

I 180 giorni scadranno a metà gennaio e ancora non sembra esserci un piano per la concreta applicazione della leggePare che nei giorni scorsi Musumeci abbia scritto di nuovo a Di Maio e di nuovo non sia arrivata risposta - la prima volta il ministro aveva risposto pubblicamente con una dichiarazione a mezzo stampa - e i piani del presidente della Regione potrebbero adesso essere quelli di costruire un modello lombardo per le politiche attive del lavoro, proprio come aveva annunciato durante la conferenza stampa con Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia. 

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