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Il caso Sea Watch e Sea Eye

La Chiesa evangelica:
"Pronti all'accoglienza"


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In Italia poco più di dieci persone


ROMA - Arriveranno poco più di dieci persone in Italia dei migranti della Sea Watch e Sea Eye. Lo conferma la Federazione delle Chiese Evangeliche aggiungendo che ancora non si sa chi arriverà e quando. "E' tutto pronto per l'accoglienza, abbiamo diverse strutture in grado di riceverli sia nel Nord Italia, in Piemonte, che a Scicli, in Sicilia, dove accogliamo famiglie e mamme con bambini. Andranno in strutture della Chiesa valdese e delle chiese evangeliche. Attendiamo di conoscerli, per ciascuno ci sarà un progetto personale", riferiscono fonti della Fcei all'ANSA.

Per l'accoglienza dei migranti che erano stati salvati dalla Sea Watch e dalla Sea Eye "avevamo dato subito la nostra disponibilità, c'è stata una trattativa si è conclusa lo stanotte. Ora attendiamo di conoscere le persone, le loro storie per potere accoglierli al meglio", dicono all'ANSA fonti della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia che ha tra i suoi membri, la chiesa valdese, quella luterana, quella metodista e altre. La Fcei è impegnata da anni con il progetto dei 'corridoi umanitari' attraverso i quali sono arrivati già molti profughi in Italia attraverso vie legali. Sostiene l'opera delle ong che salvano i migranti in mare. 'Mediterranean Hope' è il progetto specifico sulle migrazioni ideato dalla Federazione. Nasce nei primi mesi del 2014 di fronte al dramma delle migrazioni mediterranee. Fu in particolare la strage del 3 ottobre 2013, in cui morirono 368 migranti a poche miglia da Lampedusa, ad accelerare il coordinamento delle iniziative attraverso questo progetti che è finanziato in larga parte dall'8 per mille della Chiesa evangelica valdese.

(ANSA).