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PALERMO

Comune e sindacati allo scontro
Uffici e servizi a singhiozzo


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Assemblea dei dipendenti dell'amministrazione ai Cantieri della Zisa, disagi in città.

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PALERMO - Lo scontro tra il comune di Palermo e i sindacati dei dipendenti di Palazzo delle Aquile è entrato nel vivo, anche se a pagarne lo scotto potrebbero essere i servizi ai cittadini. Questa mattina in centinaia si sono ritrovati ai Cantieri culturali della Zisa, convocati in assemblea da Csa, Cgil e Uil, dopo che ieri la delegazione trattante si è risolta con l’ennesimo nulla di fatto.

Un’iniziativa, quella delle sigle che rappresentano oltre l’80% dei comunali, che ha comportato lo stallo dei servizi: servizi della Municipale ridotti all’osso, piscina e impianti sportivi chiusi, Anagrafe, Tributi, Verde e asili paralizzati. Una mobilitazione di massa che rischia di non essere l’ultima iniziativa dei sindacati che sono ormai sul piede di guerra: “I lavoratori vogliono risposte – dicono Csa, Cgil e Uil – Non ci sono certezze sulle retribuzioni e non possiamo tollerare ancora questa situazione. La trattativa è ancora aperta, ma non ci sono cifre certe: il Comune ci dica quanto vuole investire”.

Il motivo del contendere è il Fondo risorse decentrate che finanzia, in pratica, le parti accessorie del salario e quindi il lavoro di sabato e domenica o il pomeriggio e che riguarda i vigili ma anche asili, cimiteri, protezione civile, musei e impianti sportivi. Fondo a cui Palazzo delle Aquile ha tolto tre milioni, in seguito a un parere dei Revisori dei Conti basato sui rilievi del ministero dell’Economia: in passato sono state erogate somme non certificate a dovere e quindi vanno restituite, da qui il congelamento di parte del Fondo attuale.

La contrattazione decentrata è in corso, ma il vecchio contratto non può essere prorogato nel 2019: per evitare lo stallo, il Segretario generale ha dato mandato ai dirigenti di autorizzare i singoli servizi, ma sotto la propria responsabilità. Una situazione che ovviamente non potrà continuare a lungo, ma intanto i sindacati chiedono di rimpinguare il il Fondo con almeno 2,7 milioni di euro. Soldi che il Comune adesso dovrà trovare, per non arrivare alla paralisi dei servizi.