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PALERMO

Fragalà e l'uomo col bastone
Nessun giallo, ma la difesa insiste


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Il video depositato al processo

Il comandante del Nucleo investigativo ha deposto al processo per l'omicidio del penalista.

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PALERMO - Nessun giallo e nessun uomo misterioso. Un carabiniere depone in aula per smontare la prova depositata dai difensori di alcuni imputati per l'omicidio di Enzo Fragalà. Difensori che, però, insistono sul tema della lacunosità delle indagini. 

Alle 20:38 del 23 febbraio 2010, all'incirca due minuti prima che il penalista venisse aggredito in via Nicolò Turrisi, la telecamera di un'attività commerciale ha inquadrato un uomo con un oggetto in mano. Secondo gli avvocati Filippo Gallina e Michele Giovinco, si tratterebbe di un bastone e non si può escludere che quell'uomo, mai identificato, e non gli imputati, avesse aggredito Fragalà. La Corte di assise ha acquisito il video con il consenso dell'accusa.

Sul banco dei testimoni è salito il maggiore Dario Ferrara, comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri di Palermo, secondo cui non si tratterebbe di un bastone, ma di un ombrello. L'immagine fu per altro valutata dagli inquirenti che, ha aggiunto Ferrara, esclusero il coinvolgimento dell'uomo. Cronometro alla mano, infatti, non avrebbe avuto il tempo di raggiungere, partendo da via Volturno, dove fu inquadrato dalla telecamera, via Nicolò Turrisi nel momento in cui Fragalà fu aggredito .

I legali rilanciano e si chiedono perché non siano state acquisite le immagini di altre telecamere piazzate nella zona e da cui, a loro dire, sarebbero potuti emergere elementi utili alle indagini.

Infine ha deposto, citato dall'avvocato Giovinco, l'ergastolano Giovanni Di Giacomo che fu intercettato mentre discuteva con il fratello Giuseppe, poi assassinato, del coinvolgimenti di "quelli del Borgo" nell'omicidio. Di Giacomo ha detto di non ricordare se avessero parlato del delitto del penalista e in ogni caso era normale che lo facessero visto era un fatto di dominio pubblico.