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TRA PALERMO E TRAPANI

Il mistero della Panda verde
Quel giorno c'era Messina Denaro


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L'interno del covo di Giardinello

Lo Piccolo lo aspettava nel covo di Giardinello. La macchina seguita fino a Castelvetrano.

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PALERMO - Il mistero della Panda verde irrompe nelle pagine oscure di Cosa Nostra. Se il pentito Andrea Bonaccorso ha detto la verità il 5 novembre 2007 Matteo Messina Denaro stava raggiungendo a bordo dell'utilitaria una villa a Giardinello per incontrare Salvatore Lo Piccolo. È lì che quel giorno il boss di San Lorenzo fu arrestato. È lì che quel giorno poteva finire la latitanza del boss trapanese, ma è andata diversamente.

Non era da solo Messina Denaro, ma in compagnia di Franco Luppino, uno dei suoi uomini più fidati, e Ferdinando Gallina, giovane e rampante boss della famiglia di Carini, alleata fedele di Lo Piccolo. Videro l'elicottero che seguiva dal cielo le fasi della cattura del boss di San Lorenzo che in quell'immobile fu sorpreso assieme al figlio Sandro e ad altri due ricercati: Gaspare Pulizzi e Andrea Adamo. La pesca fu grossa, ma poteva essere grossissima se avessero catturato anche Messina Denaro. Che, però, così Bonaccorso racconta di avere saputo da Pino Scaduto, capomafia di Bagheria, fece marcia indietro.

E qui si innesta un nuovo capitolo. La Panda verde del mistero fu intercettata da altri investigatori che seguivano Luppino. La agganciarono nella zona di Balestrate e la seguirono fino a Castelvetrano dove due uomini, così c'era scritto nei rapporti di allora, la parcheggiarono in un magazzino per poi allontanarsi a piedi. Furono anche prelevate delle impronte, ma non bastarono a stabilire con certezza chi fosse l'uomo assieme a Luppino.

Due uomini, non più tre. Un passeggero era sceso prima che iniziasse il pedinamento. C'era Messina Denaro a bordo dell'auto? Era andato a discutere con i Lo Piccolo una faccenda tanto delicata da richiedere un faccia a faccia? Un boss riservatissimo come il latitante trapanese davvero ha rischiato così tanto incontrando dei latitanti braccati come lui in un momento storico in cui era già trapelato il pentimento di Franco Franzese, uomo fidato dei Lo Piccolo? Franzese era stato affiliato in quel rifugio a Giardinello ed era normale che sarebbe stato uno dei primi luoghi indicati ai poliziotti dal neo collaboratore di giustizia. I Lo Piccolo commisero la leggerezza di farsi trovare a Giardinello, ma anche Messina denaro è stato così superficiale?

Tanti, troppi interrogativi. Ci sono due boss che potrebbe fornire le risposte: Luppino e Gallina. Gallina, che tutto chiamano Freddi, è recluso da mesi in un carcere americano. È arrivato il sì all'estradizione, ma siamo ancora in primo grado. Solo il giudizio di appello darà il via libera definitivo. Salvo clamorose, e improbabili, sorprese il boss di Carini tornerà in Italia fra un paio di mesi e lo aspetta l'accusa di avere ammazzato tre persone. Rischia l'ergastolo dopo che è stato fermato a fine 2017 a New York dove era arrivato clandestinamente attraverso il Canada. Luppino non ha mai sfiorato l'argomento Messina Denaro, silente come è stato durante la detenzione e il processo chiuso con la condanna. Non resta che sperare che Gallina scelga di collaborare con la giustizia. E allora sì che cadrebbe il mistero della Panda verde.