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COMUNE DI PALERMO

Molti affitti ma pochi incassi
Ex Chimica Arenella in vendita


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Tantillo: "Serve un regolamento". Gentile: "Valorizzeremo il patrimonio pubblico".

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PALERMO - C’è chi paga appena 160 euro al mese per quasi 90 metri quadrati, chi meno di 800 euro per locali da oltre 1.000 metri quadrati e chi meno di 1.500 euro per due capannoni. Non si può dire che il comune di Palermo faccia affari d’oro con l’ex Chimica Arenella, la grande area di Vergine Maria che Palazzo delle Aquile ha deciso di mettere in vendita dopo non essere riuscito, per anni, a riqualificarla. Un gigantesco scheletro fatto di ruderi ed edifici abbandonati che, nel corso del tempo, sarebbe dovuto diventare un incubatore di impresa, una fiera delle idee, un polo per le telecomunicazioni, un centro tecnologico o un centro congressi. Ma ad oggi i 74 mila metri quadrati affacciati sul mare sono soltanto un insieme di casermoni, torri d’acqua e archeologia industriale che per il Comune rappresentano per lo più un problema.

In realtà, però, non tutto è fermo e decadente. L’area ospita infatti anche alcune attività economiche che si occupano di riparazioni navali, officine, rimesse per le barche, parcheggi, lavorazioni di metalli e laboratori artigianali, locali per l’intrettanimento oltre a immobili al fuori dell’ex Chimica ma comunque nelle immediate vicinanze: rimesse, officine, depositi e campi di calcio. A questi si aggiungono alcuni spazi usati direttamente dal Comune, come il magazzino dei vigili per la merce sequestrata e alcuni polverosi archivi.

Giulio Tantillo



Locali da cui l’amministrazione ricava però ben poco: poco più di 100 mila euro l’anno per gli spazi interni e quasi 42 mila euro per gli immobili al di fuori. Insomma, un gruzzoletto abbastanza risicato rispetto alle potenzialità di un sito che si affaccia proprio sul mare. “Non abbiamo una mappatura completa del patrimonio immobiliare del comune di Palermo – dice Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale e componente della commissione Urbanistica - Basti pensare al considerevole numero di atti d’obbligo che, accumulatosi nel tempo, non sono stati oggetto di completa e piena definizione procedurale. I manufatti dell’area dell’ex Chimica Arenella dovranno avere una destinazione e una rivalutazione nel redigendo Piano regolatore, guardando allo sviluppo generale della città e ai servizi mancanti: centro congressi, area della movida o turistico-alberghiera. Chiederemo una riunione con i dirigenti per conoscere modalità, costi, termini e scadenze di tutti gli immobili dati in locazione dal Comune. Ma è già evidente che serve un nuovo regolamento”.

Prendendo in considerazione gli immobili all’interno dell’ex sito industriale e i relativi canoni annui pagati dai privati, non mancano di certo le sorprese. Ci sono 1.112 metri quadrati, più altri 1.200 esterni, usati per la cantieristica navale e per cui il Comune incassa 9.112,32 euro; un locale da 450 metri quadrati, più 180 esterni, dedicati alla riparazione di barche che fruttano 6.834,25 euro; un’officina meccanica che per 90 metri quadrati paga 1.915,86 euro e un’altra, da 900 metri quadrati e 200 esterni, che paga 11.368,18 euro. Un’azienda che cura lavori di carpenteria e tubisteria che corrisponde 6.165,62 euro ogni 12 mesi per 800 metri quadrati più 150 esterni; c’è un laboratorio artigianale di sartoria che sborsa 2.278,08 euro per 190 metri quadrati interni e 600 esterni; per sei capannoni da oltre 1000 metri quadrati e altrettanti esterni, adibiti a rimessaggio e commercializzazioni di barche si pagano 9.625,95 euro l’anno.

E ancora tre capannoni da 1.400 metri quadrati, oltre a 200 esterni, costano 11.123,38 euro; un locale da 710 metri quadrati dedicato a intrattenimento e ristorazione all’esterno paga 15.959,98 euro l’anno; tre capannoni da 1.500 metri quadrati costano 6.960,39 euro, anche se qui l’indennità è da regolarizzare per interventi di ristrutturazione sostenuti dal concessionario. Un’officina meccanica paga 17.852,37 euro per quattro capannoni e altri 7.892,04 vengono spesi per un fabbricato da 350 metri quadrati.

Andiamo ora all’esterno: una rimessa di autobus con officina paga 8.708,66 euro l’anno per un locale da 300 metri quadrati più un’area da 800; un’officina per riparazioni meccaniche corrisponde 7.037,49 euro per un immobile di 674 metri quadrati, oltre uno spazio di 406; 2.581,32 li paga un’officina per lavorazioni di ferro e serramenti in una porzione di magazzino di 65 metri quadrati e un’area di 106; un deposito di surgelati da 450 metri quadrati costa 8.791,78 euro; una fabbrica di strutture metalliche paga 7.991,85 euro per un capannone di 320 metri quadrati; infine campi di calcio, spogliatoi e uffici per un totale di 6.300 metri quadrati valgono 6.711,94 euro.

Antonino Gentile



“La misura dei canoni è stata stabilita da un'apposita commissione di valutazione composta da tecnici del Comune – spiega l’assessore al Patrimonio, Antonino Gentile - A volte il canone è pagato in misura inferiore a quella di mercato perché vengono imputate al concessionario anche le spese per la manutenzione straordinaria dei locali. Voglio sottolineare che nel 2018 sono state attivate le procedure di recupero coattivo dei canoni arretrati non pagati, il che ha consentito di rimettere gli inquilini in regola con i pagamenti. Tutto il complesso è stato comunque inserito nel piano delle alienazioni ed è in corso la valutazione del prezzo base con cui procedere al bando pubblico”.

“Il 2019 sarà l'anno della valorizzazione del patrimonio - assicura l’assessore - Saranno messi in vendita i beni non strategici e rivisti i canoni di quelli che rimarranno nel patrimonio pubblico. Si investirà per rimettere in pristino i beni da utilizzare per interessi di pubblica utilità. Si libereranno beni occupati illegalmente, cosa per la quale saranno previsti nel bilancio dei fondi per i traslochi. Previste inoltre riduzioni dei fitti passivi sostenuti per alcuni uffici pubblici e archivi”.