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PALERMO

Il Mef boccia di nuovo Palermo
Orlando: carte alla Corte dei Conti


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Il sindaco va all'attacco della Ragioneria dello Stato: "A rischio i servizi".


PALERMO - La Ragioneria Generale dello Stato torna a bacchettare il comune di Palermo e il sindaco Leoluca Orlando, per tutta risposta, si rivolge alla Procura e alla Corte dei Conti. Va in scena un nuovo scontro tra il Professore e il governo nazionale, anche se stavolta a finire nel mirino del primo cittadino è niente meno che il Ragioniere generale dello Stato Daniele Franco, uno dei burocrati più importanti dello Stato.

Casus belli è sempre la visita degli ispettori inviati dal ministero dell’Economia a Palazzo delle Aquile tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, da cui scaturì una pesantissima relazione con cui il Mef bocciava Palermo su 46 punti diversi: dal Coime ai videoterminalisti, dalle stabilizzazioni ai dirigenti a tempo determinato, passando per i premi ai burocrati. Il Comune è dovuto così correre ai ripari: ha accolto alcuni rilievi, chiesto ai dipendenti di restituire le indennità e congelato i fondi per il salario accessorio, ma su alcuni punti ha provato a ribattere inviando lo scorso luglio quasi 60 pagine di controdeduzioni.

Ieri la Ragioneria ha nuovamente risposto, ma il contenuto della missiva (una ventina di pagine in tutto mandate anche alla Corte dei Conti) non è stato per niente gradito alle falde di monte Pellegrino: la Ragioneria dello Stato ha infatti considerato come superati appena otto rilievi, mentre su tutto il resto ha chiesto nuovi documenti o ha proprio sconfessato le ragioni del Comune. Cosa che ha mandato Orlando su tutte le furie. "Nel prendere atto dell'avvenuta accettazione di alcune nostre deduzioni - dice il sindaco - non posso non registrare che in alcuni casi appare scarsa o nulla l'attenzione da parte del ministero alla documentazione e alle deduzioni della amministrazione comunale. Poiché deve essere chiaro a tutti che la tutela dei diritti acquisiti dei dipendenti del Comune di Palermo, nonché la garanzia della funzionalità e dei servizi dell'amministrazione comunale, sono per noi la priorità assoluta - conclude il sindaco - non ci resta che trasmettere tutta la documentazione inerente questa verifica contabile e le controdeduzioni dell'amministrazione comunale alla corte dei Conti e alla Procura della Repubblica; quest'ultima perché accerti la regolarità sotto ogni profilo del comportamento e delle procedure seguite dalla commissione ministeriale".

Uno scontro a tutto campo, specie perché i rilievi del Mef rischiano di ingolfare definitivamente la macchina comunale: basti pensare che lo stato di agitazione dei dipendenti, sul piede di guerra per il taglio al Fondo efficienza servizi, è proprio uno degli effetti della relazione ministeriale, così come la vicenda videoterminalisti. Piazza Pretoria, in via cautelare, ha preteso la restituzione di alcune somme dai dipendenti o dovuto rivedere la contrattazione decentrata, il cui stallo ha mandato in tilt i servizi pomeridiani negli impianti sportivi e nei musei.

Come detto, la Ragioneria dello Stato promuove Orlando solo su alcuni correttivi per i quali l’ente è corso ai ripari o ha fornito spiegazioni convincenti. Sul resto, invece, da Roma è calata la mannaia. Il ministero non è rimasto soddisfatto delle spiegazioni date all’incremento della dotazione organica (“non può assentirsi la giustificazione dell’assorbimento di un numero consistente di Lsu mediante incremento della dotazione organica di diritto”), alla stabilizzazione degli Lsu del 2016 (“i chiarimenti forniti non sono sufficienti a far ritenere superato il rilievo”) ma anche al conferimento degli incarichi dirigenziali a tempo determinato, visto che non c’era una commissione di valutazione (li scelse direttamente il sindaco) né si tenne una procedura selettiva e si sforarono i limiti imposti dalla legge. Così come non hanno convinto le risposte sulle criticità relative alla proroga dei dirigenti a tempo.

Sulla doppia nomina di Capo di Gabinetto e capoarea delle Relazioni istituzionali alla stessa persona, così come sui compensi dati ai comunali nominati nei cda delle partecipate, sull’incentivo tecnico e sulla transazione da 2 milioni con Gesip, la Ragioneria allarga le braccia: vista la differenza di vedute, manda tutte le carte alla Corte dei Conti. Sugli incarichi di responsabili degli uffici di staff conferiti a personale dipendente, ossia a Fabio Giambrone e Diego Bellia, “le argomentazioni non possono essere accolte”, anche se il ministero riconosce che il Comune si è attivato per chiedere la restituzione delle somme ma chiede rassicurazioni per il futuro. Bocciatura anche per il superamento dei limiti del personale a tempo determinato, arrivato al 133% in più del consentito, dal 2012 al 2014, ma anche per il 2015 ci sarebbero problemi: il dicastero infatti non ammette la deroga dei 55 milioni per i precari.

Inoltre dalla Capitale si attende che il Comune passi dalle parole ai fatti sul Coime (inquadramento e trattamento economico), che fornisca ulteriori delucidazioni sulle progressioni economiche orizzontali, che incassi la restituzione delle indennità dei videoterminalisti e che comunichi quali misure correttive intende adottare sul mancato scorporo dell’Irap dal compenso per l’Avvocatura. Sul fondo accessorio per i dirigenti, che comprende anche le mancate certificazioni dell’Organismo di valutazione, il Mef aspetta misure correttive ad hoc.

Secondo la Ragioneria restano intatti i rilievi sull’affidamento in house dei servizi pubblici, in particolare Amat che deve intervenire sul regolamento per gli incarichi di consulenza, così come sul fatto che il contratto di servizio con Rap sia stato siglato un anno dopo la costituzione della società. Promosso il Comune invece sui disallineamenti con le aziende. Infine una curiosità: il Mef contesta la mancata sottoscrizione del contratto con Sispi, che però il consiglio comunale ha già approvato ma nessuno, evidentemente, ne ha informato la Capitale.