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PALERMO

Abusivi, Orlando striglia l'Anagrafe
"Concedete le residenze"


, Palermo

Il sindaco ordina di iscrivere chi occupa una casa ma ha minori o disabili a carico: rischi sanitari


PALERMO - Garantire la residenza a centinaia di famiglie che, da tempo, occupano abusivamente una casa, sfruttando un cavillo della legge nazionale ed allargando la platea di coloro che, in base alla norma regionale, ne avrebbero diritto. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, striglia ancora una volta l’Anagrafe e firma di proprio pugno un provvedimento che Palazzo delle Aquile annuncia essere solo il primo di una lunga serie e che, potenzialmente, riguarda migliaia di persone.

Stiamo parlando di chi da tempo occupa abusivamente una casa e che, in base a una legge del 2014, proprio perché abusivo, non può ottenere la residenza. Una situazione che, negli effetti pratici, significa non poter stipulare un regolare contratto per la corrente elettrica o per l’acqua, avere un pediatra di riferimento per i figli, chiedere agevolazioni e contributi di vario tipo, tra cui il prossimo reddito di cittadinanza. A Palermo si stima che ci siano 3.700 famiglie, per un totale di 12 mila persone, che occupano illegalmente circa 2 mila alloggi del Comune e 1.700 circa dello Iacp, di cui quasi mille solo allo Zen: case che comunque risultano fornite di acqua e luce anche in mancanza di regolari contratti. Una sorta di mercato illegale e parallelo di cui fanno le spese le aziende erogatrici dei servizi e a cui Palazzo delle Aquile adesso prova a mettere un freno.

Un primo passo era stato già fatto dalla Regione con la Finanziaria 2018 che conteneva una norma proposta proprio dal comune capoluogo e che consente agli occupanti abusivi di mettersi in regola pagando i canoni mai corrisposti, ma solo a patto di poter dimostrare in qualche modo di abitare nell’alloggio almeno dal 2001: una previsione che, di fatto, taglia fuori almeno un terzo delle 3.700 famiglie coinvolte, che non possono così avere la residenza e rendendo la norma assai meno efficace del previsto.

Un problema di non poco conto, a cui però Orlando ha trovato una soluzione sfruttando proprio la legge nazionale del 2014 che sì vieta la residenza a chi è abusivo, ma in un comma (1 quater dell’articolo 5 del decreto 47/2014) ammette che il sindaco possa concederla in deroga “a tutela delle condizioni igienico-sanitarie” e in presenza di minori, disabili o anziani. In pratica, proprio perché la mancanza della residenza impedisce (almeno in teoria) di avere acqua e luce, se ci sono bambini o disabili si rischia l’emergenza sanitaria e così il primo cittadino può comunque iscrivere le famiglie all’Anagrafe.

Ovviamente i singoli casi sono vagliati dai servizi sociali e sottoposti al sindaco che, stanco dei ritardi degli uffici di viale Lazio, ha deciso di firmare in prima persona un’ordinanza per concedere la prima residenza e si dice pronto a firmare anche le altre. Le stime dicono, infatti, che quasi tutte le famiglie escluse dalla norma regionale (oltre mille) rientrano invece nella possibilità di deroga, che rimarranno abusive ma almeno iscritte all’Anagrafe.

"Tutto questo si inserisce in un più ampio percorso di attenzione agli ultimi, di contrasto ad ogni forma di marginalità sociale e di contrasto all'illegalità – spiega il Professore - Sappiamo tutti che centinaia di cittadini, migliaia di palermitani sono oggi costretti ai margini perché formalmente impossibilitati ad accedere ai servizi essenziali come quello sanitario, i pediatri per i propri figli, un regolare e legale contratto di fornitura di acqua ed energia elettrica. Permettere a questi cittadini di uscire dall’illegalità significa rompere il condizionamento che la criminalità può esercitare. Motivo in più per sollecitare ed impegnarci ad accelerare e sostenere la regolarizzazione degli occupanti che ne hanno i requisiti di legge, sia per gli immobili comunali sia per quelli dello Iacp".

Orlando ha così dato disposizioni all’Anagrafe di procedere all’iscrizione delle famiglie che occupano abusivamente, hanno i requisiti per le graduatorie di edilizia popolare e hanno minori, anziani o disabili a carico; oppure che rientrano nei casi previsti dalla Finanziaria 2018 e che quindi hanno deciso di sanare la propria posizione e hanno iniziato a pagare gli arretrati. Aspetto, quest’ultimo, non secondario: il canone annuo medio è di 650 euro e i debiti ammontano a decine di migliaia di euro che gli abusivi potranno rateizzare e pagare negli anni; ma, nel caso in cui saltino quattro rate, la residenza potrebbe essere revocata.

LE REAZIONI

“La più concreta delle risposte a chi vuole contrapporre la battaglie per i diritti delle persone, aizzando una inutile e pericolosa guerra tra i poveri”. Così il coordinamento di Sinistra Comune commenta la notizia dell’autorizzazione all’iscrizione anagrafica per un nucleo familiare occupante, che vive in un immobile Erp e per cui il Comune di Palermo ha avviato il processo di regolarizzazione. “Come abbiamo sempre sottolineato, è e resta fondamentale rafforzare le azioni di contrasto all'esclusione sociale, unificando narrazioni e lotte. Sinistra Comune sosterrà tutte le azioni dell'Amministrazione comunale per porre fine agli effetti nefasti del 'piano casa Renzi Lupi' che nega, di fatto, diritti fondamentali ai cittadini e alle cittadine che versano in condizione di povertà. Bisogna garantire a tutte le persone il diritto alla residenza, estendendo tale possibilità anche a chi vive in abitazioni senza poter esibire un titolo valido. Il contrasto alle povertà è una grande sfida politica che contribuirà ad arginare anche la propaganda xenofoba”.

"Esprimo apprezzamento per la presa di posizione del sindaco rispetto a un problema che avevo sollevato circa 15 giorni fa e che riguarda migliaia di palermitane e palermitani che per un problema burocratico non posso avere la residenza e che sono cancellati dall'anagrafica del comune, mettendo a rischio la salute, soprattutto dei minori, degli invalidi e degli anziani - dice Ottavio Zacco di Sicilia Futura - Numerose famiglie non risultano più iscritte all'anagrafe a causa di una legge nazionale scellerata che mette per ultimo i diritti delle persone, oggi superata almeno per tutti quelli che hanno presentato la domanda di sanatoria per l'occupazione di alloggi di Erp e che hanno avuto una nota dall'Iacp indirizzata all'ufficio anagrafe per la residenza, ma come spesso accade il muro della burocrazia blocca tutto e pertanto nonostante tutto, l'ufficio anagrafe ha preso posizione dichiarando che, fino a quando non si avrà l'assegnazione (quindi aver finito l'eventuale rateizzazione), non si potrà procedere all'inserimento nell'anagrafe. Da questa nota ricevuta il 16 gennaio a firma del dottor Pedicone, ho chiesto al Sindaco e all'Assessore alle Politiche Sociali di intervenire per salvaguardare il diritto alla vita, reinserendo queste famiglie nella società e permettendo loro di poter avviare anche dei percorsi di assistenza sociale, ringrazio l'assessore Mattina e il Sindaco per aver dato seguito alla richiesta".