Finanziaria, bocciate le variazioni | Stoppato il taglio delle pensioni - Live Sicilia

Finanziaria, bocciate le variazioni | Stoppato il taglio delle pensioni

Il parere negativo della prima commissione getta dubbi sulla manovra.

PALERMO – All’Ars è caos cui conti. La commissione Affari istituzionali dell’Assemblea ha dato parere negativo alla nota di variazione alla legge di bilancio presentata dal governo la scorsa settimana.

In commissione erano presenti in sette e la votazione ha visto andare sotto la maggioranza con quattro voti contrari, quelli di Elena Pagana e Gianina Ciancio (M5s), di Claudio Fava (Misto) e di Antonello Cracolici (Pd), e tre voti a favore. L’esito negativo, però, questa volta non potrà essere giustificato con l’assenza dei numeri per la coalizione di governo in prima commissione: a non convincere i deputati delle opposizioni che hanno votato contro, infatti, ci sarebbe una questione tecnica. Si tratta della ‘impossibilità di operare il taglio che il governo propone al capitolo ‘Pensioni, assegni, sussidi, ed assegnazioni vitalizie diverse da erogare tramite il Fondo pensioni Sicilia’: una riduzione di spesa per undici milioni.

“Abbiamo posto la questione sulle riduzioni al capitolo sui pensionamenti ritenendo che queste siano spese obbligatorie su cui non è possibile proporre tagli – è il racconto di Cracolici -. Si creerebbe piuttosto un debito fuori bilancio. Il funzionario che rappresentava l’amministrazione non ha saputo darci certezza che non fosse così”. La conseguenza è stata il voto contrario.

Nei prossimi minuti la commissione Bilancio dell’Ars dovrebbe riunirsi per iniziare a esaminare la Finanziaria. In seconda commissione però potrebbe porsi la stessa questione. I deputati potrebbero così bloccare l’esame respingendo le variazioni proposte dal governo. Palazzo d’Orleans a quel punto dovrebbe proporre nuovi tagli in altri capitoli. Lo scenario renderebbe così inevitabile la proroga dell’esercizio provvisorio.

“Il disegno di variazione del bilancio proposto dal governo – ha commentato Claudio Fava – è una pezza cucita male e la bocciatura in prima commissione è conseguenza di questa approssimazione. L’idea di colmare il buco di bilancio con i soldi dei lavoratori regionali – ha proseguito – non ci convince nel metodo e nel merito e definirlo, come fa il governo, un prelievo tecnico ci sembra solo una pietosa bugia”.

Fra i voti a favore quello di Vincenzo Figuccia, deputato dell’Udc che però ha commentato così i tagli proposti dal governo: “L’Assemblea regionale siciliana rimedi ai tagli decisi sul pagamento del Tfr e sull’anticipo della buonuscita dei dipendenti regionali. A pagare errori e i buchi finanziari della Regione non possono essere indipendenti sulla soglia della pensione. Occorre subito un confronto in commissione Bilancio – ha concluso – per studiare come evitare questa amara sorpresa a chi a breve conquisterà l’agognata pensione”.

Il terremoto sulla finanziaria 2019, ormai da un mese all’esame di Palazzo dei Normanni, è arrivato con la sentenza delle Sezioni riunite in sede giurisdizionale in composizione speciale della Corte dei conti. La Regione ha perso il ricorso contro il giudizio di parifica sul rendiconto 2017 con cui contestava il disavanzo da ripianare. Per il governo regionale ammontava a 536,5 milioni mentre per i giudici contabili era pari a 2,1 miliardi. Il tribunale d’appello romano ha confermato il giudizio di parifica e così la giunta è dovuta correre ai ripari e proporre tagli per 53 milioni all’anno.

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