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LA MANOVRA

Bilancio e Finanziaria: tagli per tutti
Sicilia in gestione provvisoria


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Dove sono stati trovati i 250 milioni necessari per "coprire" il disavanzo. Scade l'esercizio provvisorio: ora che succede. Uno spiraglio da Roma

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PALERMO - Domani la Regione siciliana entrerà in gestione provvisoria. Il decreto legislativo 118, quello che fissa le regole sulla finanza pubblica, infatti, prevede che se il bilancio di previsione non viene approvato entro il termine dell’esercizio provvisorio, la capacità di spesa dell’amministrazione regionale si riduce ulteriormente: non sarà più possibile, infatti, spendere in "dodicesimi", ma la Regione potrà assolvere solamente alle spese obbligatorie e ai debiti già assunti. Possono così essere pagati gli stipendi, le spese di finanziamento della sanità, le esecuzioni delle sentenze e i tributi. Poco altro.

Gestione provvisoria, quindi. Giusto il tempo di esaminare e votare un bilancio che con i sui 250 milioni di tagli non risparmia categoria o settore. Occorre fare economia per pagare il disavanzo di oltre due miliardi. Una voragine nei conti siciliani che ha bloccato, a seguito della decisione definitiva della Corte dei conti, il cammino del governo Musumeci per l’approvazione della manovra 2019. I deputati sono di fronte a un vicolo cieco: approvare il bilancio “lacrime e sangue” sembra l’unica ipotesi possibile.

Per questo da via Notarbartolo, sede dell’assessorato all’Economia, è iniziato il lavoro per trovare i soldi necessari per coprire la parte di disavanzo che va spalmata nel 2019: circa 250 milioni. In mattinata l'assessore Armao si è anche recato a Roma per discutere con i dirigenti del Ministero dell'Economia, nelle stesse ore in cui a Palazzo dei Normanni sono arrivate tutte le proposte di tagli in tutti i settori e per alcuni enti “pararegionali”. Dal Mef sembra sia giunto qualche segnale di apertura sulla possibilità di spalmare in trent'anni anche la parte del disavanzo attualmente rateizzata in soli tre anni. In pratica, risparmio sarebbe di circa 200 milioni già quest'anno. Soldi che sarebbero frutto di un provvedimento del governo nazionale poi "calato", eventualmente, nel prossimo "Collegato" alla Finanziaria col quale rimpinguare i capitoli svuotati

Intanto, però, bisognerà approvare il bilancio "lacrime e sangue. Ci saranno risorse in meno per gli enti parco, a cui vengono diminuiti gli stanziamenti per 3,4 milioni, per le riserve naturali, a cui saranno erogati 1,2 milioni in meno, per gli Ersu, che si vedono tagliati 2,4 milioni e per l’Istituto zootecnico a cui saranno dati 755mila euro in meno. Vengono decurtate per mezzo milione ciascuno anche i fondi per il Brass Group, l’Istituto dell’Olio e del vino, per l’Istituto vivai, per i consorzi universitari. Saranno erogati 281mila euro in meno al Corfilac mentre per le Ipab il taglio è di 422 euro. Il taglio al fondo per il personale della Fiera del Mediterraneo è pari a 325 mila euro, quello all'Istituto per l’ incremento ippico a 298 mila euro e quello alle Ipab per 400 milioni. Tagli anche all’istituto Salamone-Florio (154mila euro) e all’Istituto Gioeni (15mila euro).

Stando al report diffuso dal Partito democratico e distribuito oggi durante la conferenza stampa, il taglio più sostanzioso riguarderà il trasporto pubblico locale dove verrà meno uno stanziamento di 42 milioni. Ma ci sono tagli anche nel capitolo per i Pip (otto milioni), per i Consorzi di bonifica a cui verranno meno in totale 19 milioni e per l’Esa a cui saranno tolti 8,7 milioni per la macchinazione. Il governo poi avrebbe proposto anche di diminuire le risorse per i lavori di somma urgenza nel demanio idrico e marittimo (meno sei milioni) ed anche le risorse per la Protezione civile (meno un milione).

Quanto ai forestali, il cui onere ammonta a 53 milioni, si pensa di operare cambiando la copertura. Non dovrebbero essere utilizzate risorse regionali ma quelle del Fondo di Sviluppo e Coesione.

Ci sono soldi in meno per la formazione a tutti i livelli. Diminuiscono anzitutto le risorse per l’obbligo scolastico con un taglio dal valore maggiore a un milione. Decutazione pari a 1,1 milione anche nel fondo per l’università Kore. Tagli poi alle risorse per le scuole paritarie (meno 601mila euro), il personale impiegato nella pubblica istruzione regionale (meno 20mila euro), l’assistenza sociale nelle scuole (188mila euro), i consorzi universitari (meno 570mila euro), il Cus (meno 32mila euro), le Accademie di Belle Arti e i Conservatori (meno 38mila euro). Sono inferiori di 261mila euro), infine, le risorse per la manutenzione straordinaria delle scuole.

Non finisce qui. La manovra con i suoi tagli non risparmierebbe il settore della cultura. Il Furs dovrebbe uscire ridimensionato di 1,6 milioni, il la parte di fondi per i privati risulterebbe azzerato con un taglio di 300 mila euro e 535mila euro in meno dovrebbero essere sottratti nella sola parte del fondo unico per lo spettacolo destinata ai teatri pubblici. I tagli continuano con la proposta di diminuire i fondi della ex tabella H di 940mila euro; poi ci sono tutti le decutazioni agli stanziamenti per i teatri; 1,8 milioni in meno al Teatro Massimo Bellini di Catania,265mila euro in meno al Teatro Massimo di Palermo, 918mila euro al Teatro di Messina. E ancora per il Taormina arte il taglio varrebbe 543mila euro, 429mila euro sarebbe quello del Foss, 84mila euro per il Biondo di Palermo, 100mila euro per il Teatro Stabile di Catania, 48mila euro per l’Inda di Siracusa e 12mila euro per le Oresteadi.

Sforbiciata poi nel mondo del sociale. Il cofinanziamento per il Rei diminuirebbe di 450mila euro mentre per le adozioni internazionali ci sarebbero 300mila euro in meno. Ancora, ci sarebbero: 2,4 milioni in meno per i progetti individuali dei disabili, 2,1 milioni per le indennità vitalizia a favore dei talassemici, 1 milione per l’obbligo scolastico, 2,3 milioni per i lavoratori impegnati nei cantieri di servizio percettori di reddito minimo inserimento, 1,5 milioni per i ricoveri dei minori, 612mila euro in meno per le vittime delle richieste estorsive e 800mila euro per i trasferimenti agli enti locali per i centri antiviolenza e le case di accoglienza. Ci saranno risorse in meno anche per gli istituti dei ciechi: per l’Istituto Braille (meno 576mila euro), per l’Unione dei ciechi (meno 573mila euro), per Helen Keller (313mila euro), l’Istituto dei sordomuti (meno 38mil euro).