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PALERMO

Il processo all'eritreo Mered
"Sarà sentito un pentito"


Dura la replica del difensore, secondo cui l'imputato è vittima di un clamoroso errore di persona.

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PALERMO - Sarà sentito in aula il 14 febbraio il pentito Nuredin Weharabi Atta al processo che vede imputato Mered Medhanie Yedhego, accusato di essere un ras della tratta dei migranti.

Lo ha deciso oggi la Corte d'assise di Palermo presieduta da Alfredo Montalto, accogliendo la richiesta dell pubblico ministero Calogero Ferrara che nei giorni scorsi ha interrogato Atta. Da lui avrebbe nuove circostanze che riguardano l'imputato. Il difensore di Mered, l'avvocato Michele Calantropo, secondo cui si sta processando un innocente e vittima di un clamoroso errore di persona, si era opposto.


Secondo la Corte, però, è "assolutamente necessario procedere al nuovo esame al fine di meglio precisare le circostanze in ordine alla conoscenza del soggetto raffigurato in una foto segnaletica (l'uomo con crocifisso identificato come "il generale", ndr) e l'imputato".     

I giudici hanno inoltre dato il via libero alla testimonianza di due poliziotti sudanesi che presero parte alle indagini e all'arresto di Mered Medhanie Yedhego: “La polizia sudanese è considerata il braccio armato di un sanguinario dittatore su cui pende un mandato di arresto internazionale. I racconti dei migranti sono univoci ed agghiaccianti sul punto e a Palermo i suoi ufficiali vengono sentiti come testimoni" .