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NON FU MAFIA

"Minacce a un venditore ambulante"
Due condanne e quattro assoluzioni


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Il Tribunale di Palermo

Il processo riguardava anche alcune intestazioni fittizie di beni.

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PALERMO - L'accusa di violenza privata viene derubricata in concorrenza sleale, cadono alcune intestazioni fittizie di beni e l'aggravante mafiosa. Due condanne e quattro assoluzioni al processo celebrato col rito abbreviato dal giudice per l'udienza preliminare Filippo Lo Presti.

Queste le condanne: 3 anni e 4 mesi a Giuseppe Calvaruso, un anno e 8 mesi a Giovanni Galatolo. Assolti Angelo Galatolo, Emanuela Catanzaro, Gioacchino Ventimiglia e Giovanni Pagliaro. Tutti difesi dall'avvocato Alessandro Martorana.

Calvaruso e Angelo Galatolo, difesi dagli avvocati Giuseppe Di Peri e Rosanna Vella, erano accusati di avere costretto un venditore ambulante di panini a non piazzare più il furgone nei pressi del lido La Marsa, all'Addaura: il primo è stato condannato per minacce, ma è caduta l'aggravante di mafia; il secondo è stato assolto.

Giovanni Galatolo è stato assolto dall'intestazione fittizia della Caffetteria Crispi e condannato per le aziende Ice Fish e Ice Fishing. Anche in questo caso non ha retto l'aggravante di avere agevolato Cosa nostra e di avere seguito il metodo mafioso.