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L'OPERAZIONE

Corruzione al Cga, arrestati giudici
Ai domiciliari il deputato Gennuso


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L'indagine parte da Roma e approda a Palermo. Dal Consiglio di Stato a quello siciliano


PALERMO - Le sentenze al Cga sarebbero state pilotato dietro il pagamento di tangenti. Sono in corso, su disposizione del gip di Roma Daniela Caramico D'Auria, misure di arresti domiciliari e perquisizioni per il reati di corruzione in atti giudiziari commessi al Consiglio di Stato e al Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia.

Uno degli ordini di custodia cautelare riguarda l'ex presidente del Consiglio di giustizia amministrativa siciliano Raffaele Maria De LipsisIl filone di inchiesta è lo stesso partito da Messina e che ha già portato all'arresto di quindici persone, tra cui gli avvocati siracusani Piero Amara e Giuseppe Calafiore. Nelle carte veniva fuori il nome di De Lipsis

Ai domiciliari finiscono pure il giudice del Consiglio di Stato Nicola Russo,  l'ex consigliere (ora in pensione) della Corte dei Conti Luigi Pietro Maria Caruso e il deputato regionale di Popolari e Autonomisti Giuseppe Gennuso di Siracusa. Il nome di De Lipsis venne fuori nel ricorso per le cosiddette elezioni suppletive nel Siracusano. Era lui a presiedere il collegio del Consiglio di giustizia amministrativa che nel 2014 accolse il ricorso dell’onorevole Gennuso. Fu invalidato il voto in alcune sezioni elettorali di Rosolini e Pachino dove sarebbero spartite delle schede. Diverse persone, prima ancora che la sentenza venisse pubblicata, fecero sapere a Gennuso che era “tutto a posto”. Avevano saputo dall’avvocato Piero Amara dell’esito positivo della causa. C’era pure chi diceva: “… gli hanno fottuto i soldi, i giudici… questo scherzetto gli è costato 200 mila euro”.

L'inchiesta aperta a Palermo, come rivelò Livesicilia, non fu archiviata. Secondo il Gip, emergevano "condotte e situazioni dalle quali si evince ictu oculi ”un’attività dell’onorevole Giuseppe Gennuso diretta a influenzare l’esito del giudizio presso il Consiglio di giustizia amministrativa”.

Gli investigatori della Guardia di finanza hanno setacciato una serie di sentenze fra cui quella che riguardava l'impresa Open Land che a Siracusa ha costruito il centro commerciale Fiera del Sud. La società, a cui il Comune aveva negato la concessione edilizia, avviò un contenzioso che si sarebbe concluso inizialmente a suo favore, secondo l'accusa, grazie all'aiuto di Riccardo Virgilio, ex presidente di una sezione del Consiglio di Stato (pure lui finito nei guai giudiziari l'anno scorso) e De Lipsis. Alla fine con una sentenza di ottemperanza, decisa da altri giudici, era stata accolta la domanda del Comune e revocata la precedente decisione di riconoscere un risarcimento milionario alla società. Si è passati dagli iniziali 50 milioni di euro ad appena 190 mila euro. Solo che nel frattempo il Comune aveva già sborsato quasi tre milioni.

De Lipsis è finito sotto inchiesta anche a Palermo perché avrebbe cercato di esercitare pressioni sul suo successore, Claudio Zucchelli (non indagato), affinché emettesse una sentenza favorevole alla Ustica Lines dell'armatore trapanese Ettore Morace. Il ricorso di Morace ai giudici amministrativi era contro la decisione del Tar che aveva bloccato l'appalto per i collegamenti con le isole minori.