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LE POLEMICHE

Proteste a Sanremo
Cambierà tutto


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Da Salvini a Di Maio, i giallo-verdi criticano il verdetto e promettono cambiamenti

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Un Sanremo da dimenticare. Per i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio la sessantanovesima edizione del "Festival della canzone italiana" è stata un'esperienza da archiviare in fretta e furia, figlia di logiche e regolamenti da rivedere.

La vittoria di
Mahmood, ragazzo italiano di origini egiziane, non è piaciuta né al leader della Lega né al collega pentastellato. A scatenare le polemiche sarebbe stata la spinta "politicizzata"  verso il primo posto, ricevuta dalla canzone vincitrice "Soldi" da parte della giuria di qualità. Una commissione più volte accusata di essere di parte, ideologicamente ostile alle politiche dell'attuale maggioranza. Al contrario, secondo il voto da casa, un podio estremamente diverso : fra i tre finalisti, Mahmood era il meno meritevole, mentre la vittoria sarebbe dovuta andare a Ultimo. Nel complesso, il risultato finale ha visto un totale ribaltamento del televoto, con il ragazzo di origini egiziane al primo posto, Ultimo al secondo, e il terzetto de "Il Volo" al terzo.

"Meglio Ultimo (il secondo classificato, ndr)", twittava il leader leghista pochi secondi dopo il verdetto di sabato notte, alimentando le polemiche già divampate fra le poltrone dell'Ariston e i social. Ma la discrepanza tra voto popolare e risultato effettivo è diventata l'argomento principale della giornata di ieri. Il primo a parlare di "meccanismo da rivedere" è stato lo stesso direttore artistico del festival Claudio Baglioni. Poco dopo rapida è arrivata la dichiarazione critica di Luigi Di Maio: "Faccio i miei complimenti a Mahmood, a Ultimo e a tutti gli altri. E ringrazio Sanremo perché quest’anno ha fatto conoscere a milioni di italiani la distanza abissale che c’è tra popolo ed 'élite'. Tra le sensibilità dei cittadini comuni e quelle dei radical chic". Infine, il ministro allo Sviluppo Economico si è accodato a quanto detto dallo stesso Baglioni: "Per l'anno prossimo, magari il vincitore si potrebbe far scegliere solo col televoto, visto che agli italiani costa 51 centesimi facciamolo contare".

L'idea di un nuovo regolamento ha subito ricevuto il "placet" dei vertici Rai. Per il presidente Marcello Foa, intervenuto questa mattina su RaiUno "c'è stata una sproporzione, un chiaro squilibrio tra il voto popolare e una giuria composta da poche decine di persone che ha provocato le polemiche. Questo è il vero punto che deve farci riflettere. Questo sistema funziona o no? Va corretto - ha chiosato il capo di viale Mazzini - affinché il pubblico si senta rappresentato".