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Cambio al vertice della Cisl
Cappuccio è il nuovo segretario


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Eletto oggi a Mondello, succede a Milazzo.

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PALERMO - Sebastiano Cappuccio è il nuovo segretario della Cisl siciliana. Succede a Mimmo Milazzo, da poco eletto vicepresidente nazionale dell’Inas, il patronato Cisl. E' stato eletto dal consiglio regionale oggi a Mondello, presente la leader del sindacato Annamaria Furlan, dai 180 componenti del consiglio generale che rappresenta i 280 mila lavoratori iscritti in Sicilia alle 19 federazioni di categoria di cui il sindacato si compone. Ad aprire i lavori oggi è stata la relazione di Milazzo. Cappuccio, 59 anni, siracusano, viene dal sindacato dei postali di cui è stato segretario regionale e membro della segreteria nazionale, e circa un anno e mezzo fa era entrato nella segretaria regionale al fianco di Milazzo, con cui ha collaborato proficuamente. Vicino a Furlan, sul suo nome la Cisl ha trovato una ampia intesa che stempera alcune tensioni interne al sindacato a livello nazionale. 

"Oggi la situazione nel Paese si è aggravata: la produzione industriale sta tornando indietro con un segno meno vistoso, cala il Pil, l'unica cosa che sale è lo spread. Siamo seriamente preoccupati. Abbiamo chiesto a gran voce che il governo cambi linea economica, perché così ci porta a sbattere. Per ora nessun segnale dal presidente del Consiglio, aspettiamo che ci convochi". Così
Annamaria Furlan parlando con i giornalisti. Il segretario generale ha ricordato "la grande manifestazione" unitaria, copn Cgil e Uil, di sabato scorso a Roma. "Purtroppo questo governo alle questioni serie continua a rispondere con le battute - ha aggiunto la leader della Cisl - Il Paese ha bisogno di strategia e politiche per la crescita, inviterei chi ricopre ruoli istituzionali importanti a uscire dalle schermaglie e fare proposti serie". E ha citato il Mezzogiorno "scomparso dalla legge finanziaria". "Come se attraverso il reddito di cittadinanza risolvessimo i problemi del Sud, che invece ha bisogno di infrastrutture materiali e sociali.

Cappuccio, appena eletto, si è soffermato sulla difficile situazione regionale. «In Sicilia – ha detto – il 41% della popolazione è a rischio povertà, quasi il 38% non lavora né studia, i cosiddetti Neet. Il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 53%. Gli inattivi, cioè chi non ha un lavoro né lo cerca, sono quasi 1,6 milioni contro poco più di 1,3 milioni di occupati, cioè il 25% della popolazione». In pratica, ha rilevato il neo-segretario, l’isola è la regione d’Italia con la differenza negativa più alta tra occupati e inattivi: «trecentomila persone, un record al contrario». Ecco perché, ha dichiarato, al governo regionale chiediamo quattro cose. E chiediamo di metterle in conto velocemente, non appena sarà andata in archivio la sessione di bilancio. «A Musumeci offriamo un poker d’assi per lo sviluppo, in un tavolo giocato su quattro intese Governo-imprenditori-sindacati. Quattro patti per invertire il trend dell’economia e aiutare anche su alcuni dossier – le parole di Cappuccio – la Regione nel confronto col governo nazionale».

I quattro punti-cardinali Cisl, sono: l’accelerazione della spesa dei fondi Ue, delle risorse del patto per il Sud e di quelle di ogni altra provenienza. Al riguardo «pensiamo all’organizzazione di un nucleo di monitoraggio, coordinamento e controllo presso la presidenza della Regione». Due. Gli investimenti in infrastrutture e la riappropriazione della cultura delle opere pubbliche. Delle grandi e medie opere pubbliche. Dunque, «il decollo operoso, per così dire, dell’ufficio speciale per la progettazione regionale». Tre, le Zone economiche speciali. «Ma non solo quelle d’impianto nazionale, anche Zes regionali. E non legate unicamente alle aree portuali». Un tema che ne contiene un altro, ha osservato Cappuccio: il fisco di vantaggio. Come dire: la questione annosa, ormai, della continuità territoriale. Quindi, c’è la grande questione aperta, ha aggiunto, dei Comuni e del riordino degli enti di area vasta: quasi tutti con la mannaia del default che pende mentre lo spettro della paralisi sociale e amministrativa s’allunga sulla società. E sui lavoratori.

«Sono pretese velleitarie?», si è chiesto il neo-segretario. «Spereremmo di no». In ogni caso «il governatore ci convochi – ha insistito – avremo il piacere di sederci al tavolo e confrontarci con lui e con il suo governo. Augurandoci di lavorare assieme per quel poker d’assi che generi sviluppo».

Oltre a Cappuccio, il consiglio ha eletto la segreteria regionale che lo affiancherà, confermando i componenti uscenti, Rosanna Laplaca e Giorgio Tessitore.