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PALERMO

Compensi, favori e auto scontate
Indagati Lupo e Virga


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L'impresa riguarda la gestione dell'amministrazione giudiziaria della Nuova Sport Car.


PALERMO - Ci sono i ricchi compensi dei collaboratori, le macchine acquistate da parenti e amici a prezzi di favore, gli ammanchi negli incassi. Da qui le accuse di corruzione, appropriazione indebita, falso e omessa denuncia.

Più che una rivendita di macchine la Nuova Sport Car di Isola delle Femmnine, secondo la Procura di Palermo, sarebbe diventata la base operativa di un comitato d'affari. L'amministratore giudiziario Walter Virga e gli uomini che aveva voluto accanto a sé hanno ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini firmato dal pubblico ministero Claudia Ferrari. Ci sarà, dunque, un processo anche a Palermo per lo scandalo della gestione dei beni sequestrati.

L'esistenza dell'inchiesta era nota da tempo, compreso il delicato capitolo che coinvolge il deputato regionale del Pd Giuseppe Lupo, al quale - ed è questa una novità - viene contestata l'ipotesi di corruzione.

Secondo l'accusa, Virga avrebbe violato ogni criterio di trasparenza e legalità, tradendo il mandato che era stato conferito dall'ormai ex presidente delle Misure di prevenzione, Silvana Saguto, che è stata radiata dalla magistratura. Il giovane avvocato aveva creato uno staff per gestire l'impero economico degli imprenditori Rappa, eredi di Vincenzo, condannato in via definitiva per mafia. Una lunga lista di beni, società e imprese, compresi la concessionaria di auto e l'emittente televisiva Trm di recente restituite ai proprietari con una sentenza di appello che ha di fatto diviso a metà il patrimonio: una parte è stata restituita e una parte è andata in confisca.

I finanzieri del Nucleo di polizia economica-finanziaria si sono concentrati sulla Nuova Sport Car e sui negozi di abbigliamento, pelletteria e accessori con il marchio Bagagli considerati riconducibili al mafioso Salvatore Milano e confiscati (i negozi sono ormai chiusi).

Per la gestione della concessionaria Virga si avvalse della collaborazione di Alessio Cordova, Dario Majuri e Giuseppe Rizzo. I primi erano i suoi coadiutori mentre Rizzo era il direttore commerciale della concessionaria. Alessandro Kallinen Garipoli, pure lui indagato, era invece coadiutore di Virga nella gestione dei negozi Bagagli, il primo sequestro affidato da Saguto al giovane avvocato di 35 anni, figlio di Tommaso, presidente di una sezione del Tribunale e membro del Csm (nella scorse settimane Tommaso Virga è stato assolto a Caltanissetta dall'accusa di abuso d'ufficio in un troncone del processo principale).

A Virga viene contestato, perché mancava l'autorizzazione da parte del giudice delegato, di avere liquidato a Rizzo un compenso di 84.291 euro in quindici mesi. Garipoli si sarebbe poi appropriato di 14.935 euro dall'amministrazione Rappa e 25.251 euro dall'amministrazione Bagagli (fra incassi e merce). Lo stesso Virga, assieme a Majuri e Cordova, avrebbe omesso di denunciare le appropriazioni indebite di Garipoli.

A Virga viene contestato anche l'abuso di ufficio per avere assegnato “disattendendo il diniego emesso dal giudice delegato” una collaborazione per 9 mila a Valeria Aiello (non indagata) e alla moglie Giuliana Pipi (pure lei non indagata) per 34 mila euro

C'è poi il capitolo che riguarda Lupo, il quale quando era vice presidente dell'Ars decise di affidare a Virga una consulenza per un importo di duemila euro in quattro mesi per redigere un disegno di legge sui beni confiscati. Nel settembre 2015 Virga, sotto intercettazione, diceva alla moglie: “Domani mattina andrò a firmare il contratto di consulenza con l'Ars”. Era stato convocato dalla “presidenza”. La firma in realtà non sarebbe mai arrivata. L'incarico fu cancellato dopo che pochi giorni dopo quella conversazione venne fuori la notizia dell'inchiesta.

Secondo l'impostazione dell'accusa, Lupo sarebbe stato il corruttore di Virga a cui la consulenza sarebbe stata offerta in cambio di un contratto di collaborazione con Trm per Nadia La Malfa, allora compagna e oggi moglie dell'onorevole, per mille euro al mese. Virga avrebbe stipulato il contratto in assenza di una concreta valutazione dell'interesse aziendale” e senza autorizzazione del giudice. Lupo allora smentì l'ipotesi dello scambio illecito. Si era rivolto al figlio di un magistrato che gestiva beni confiscati per una consulenza specifica.

Infine c'è il capitolo delle macchine vendute ad un prezzo di favore. Ecco l'elenco e gli acquirenti: Piera D'Armetta (madre di Cordova), Giuliana Pipi (moglie di Virga), Piera Tomaselli (compagna di Rizzo), Giovan Battista Sommatino (suocero di Cordova), Sabrina Frenna (moglie di Majuri), Paola Mirto (moglie di Garipoli). Secondo l'accusa, avrebbero acquistato le macchine a prezzi inferiori (tra mille e duemila euro) rispetto a quanto erano stati Acquistati dalla concessionaria. Il danno totale per l'azienda si attesta sui 12 mila euro.