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GAETANO ARMAO

"In sospeso solo l'1% della spesa
Sbloccati quasi 15 miliardi"


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L'assessore rivendica l'approvazione del Bilancio già a febbraio. E ridimensiona le polemiche.

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"La parte 'sospesa' della manovra pesa sul bilancio complessivo della Regione solo per l'1%. Saremmo stati folli a lasciare la Sicilia sospesa in un altro esercizio provvisorio solo per paura di dover rimodulare tra 60 giorni, nell'eventualità di un 'no' da Roma, l'1% della spesa corrente". A snocciolare i numeri della manovra, approvata questa mattina all'alba dall'Assemblea regionale siciliana, è l'assessore all'Economia
Gaetano Armao.

Senza nascondere una certa insofferenza per il modo in cui le opposizioni stanno "raccontando" questa Finanziaria, il vicepresidente della Regione mette cifre una di seguito all'altra: "La manovra vale complessivamente per il triennio 60 miliardi di euro, 20 miliardi solo nel 2019, di cui 15 sono di spesa corrente. Di questi 15 miliardi, 141 milioni è la somma che sarà sbloccata soltanto con il via libera dal governo nazionale al ripianamento. Per l'1% della spesa, io non lascio la macchina con il freno a mano inserito. Perché chi chiedeva ancora l'esercizio provvisorio - dice - era questo che voleva: far camminare la macchina con il freno a mano. Quale padre di famiglia non l'avrebbe fatto?".

E, invece, l'assessore racconta di aver toccato con mano già questa mattina la soddisfazione degli amministratori locali per il risultato ottenuto con l'approvazione di Bilancio e Finanziaria a metà febbraio: "Da martedì ci saranno quasi 15 miliardi di euro in circolazione nell'economia siciliana. E quello che faccio oggi e che ho fatto in questi giorni è un ragionamento strettamente economico: abbiamo dato la possibilità agli amministratori di avviare tutto e consentire la programmazione. Una cosa che non succedeva ormai da anni. Un grande risultato".

I grillini in Aula hanno messo le mani avanti però: "Quando Roma bloccherà tutto perché stiamo usando somme che non abbiamo ancora, non venite a raccontarci che sono stati i cattivoni del governo nazionale, perché noi lo stiamo dicendo adesso: questa operazione non si può fare". E a Palazzo Chigi ci sono anche loro, i rappresentanti del Movimento 5 stelle. Movimento a cui il presidente Nello Musumeci, anche nel momento di maggior difficoltà, ha rifiutato la mano tesa.

"Non mi sono mai preoccupato di queste tattiche politiche - conclude Armao -. Tra istituzioni non si cerca amicizia, ma una relazione leale. Il governo nazionale ha adottato un ordine del giorno che va nella direzione del ripianamento del disavanzo in 30 anni e l'interlocuzione con il Ministero dell'Economia è avviata, quindi non ho motivo di temere conseguenze per il legittimo no al ribaltone del presidente. I rapporti con il governo romano sono da sempre molto corretti".