Live Sicilia

Comune di Palermo

Orlando, nuovi guai dal personale
I dirigenti sul piede di guerra


comune di Palermo, dirigenti comune di palermo protesta, leoluca orlando, rimpasto comune di palermo, Politica, Palermo
Il sindaco Leoluca Orlando

I burocrati contestano le mancate indennità e le continue riorganizzazioni degli uffici


PALERMO - Adesso anche i dirigenti sono sul piede di guerra. Ai numerosi mal di pancia del personale del comune di Palermo, che vanno dal Coime ai precari, passando per i videoterminalisti e i funzionari, si aggiunge infatti quello delle figure più alte della burocrazia di Palazzo delle Aquile, ossia i dirigenti che, stando agli annunci, dovrebbero anche subire una nuova rotazione in concomitanza con il rimpasto.

Il sindaco Leoluca Orlando dovrebbe sciogliere la riserva in questi giorni e varare la nuova giunta: ancora non c’è una data precisa, ma le indiscrezioni vogliono che la partita sarà chiusa questa settimana. Il cambio degli assessori, però, coinciderà anche con una rivisitazione della mappa della burocrazia con uffici che verranno potenziati, soppressi o spostati, come capita ormai di frequente, e che avrà inevitabili conseguenze anche sui dirigenti che però iniziano a manifestare tutto il proprio malcontento.

La settimana scorsa i burocrati si sono riuniti e hanno stilato un documento inviato al Professore e al Segretario generale che, nonostante l’invito finale a un “dialogo costruttivo”, è durissimo nei noti e nelle premesse. Un pugno di ferro quasi inedito per la dirigenza che, per definizione, dovrebbe essere quella parte del personale meno propensa ad agitazioni o forme di protesta ma che, stavolta, sembra compatta e determinata.

“Si avverte da tempo un clima ostile nei confronti di tutta la dirigenza – si legge nel documento siglato da Csa e Direl – spesso additata come unica responsabile di disservizi e discrasie nell’ambito della gestione dei servizi, magari attivando commissioni di indagini e procedure disciplinari a carico dell’imputato di turno segnalata da organi incompetenti”.

I burocrati lamentano anche la mancanza delle posizioni organizzative e delle alte professionalità, ossia quegli incarichi che vengono dati ai funzionari (un gradino sotto i dirigenti) e che valgono alcune centinaia di euro in busta paga: un azzeramento fatto a inizio 2018 e che, oltre ad aver mandato su tutte le furie i funzionari, specie quelli a capo di interi uffici, ha privato i dirigenti di un valido aiuto, in particolare nel comparto tecnico dove i dirigenti amministrativi si trovano a dover svolgere ruoli tecnici e senza l’aiuto dei funzionari competenti.

“Si è assistito a un sempre crescente disinteresse da parte dell’ente che si è sottratto ai confronti richiesti – continua il documento – L’amministrazione non ha mai inteso affrontare, né tanto meno adottare, scelte decisionali ormai improcrastinabili, determinanti per l’espletamento degli incarichi in materia di sicurezza del lavoro con riferimento alle nomine dei datori di lavoro, non supportate dalle dotazioni finanziarie necessarie, né tanto meno dalle figure tecniche”. Un problema avvertito soprattutto per scuole e postazioni decentrate.

Uno dei punti più dolenti è la nuova riorganizzazione ormai in vista - “Nessun confronto è stato avviato, anche se più volte richiesto, in merito alle frequenti riorganizzazioni e alle riparametrazioni delle indennità da commisurare ai compiti e alle responsabilità” - ma il mal contento è dovuto anche alle indennità di risultato che dal 2015 non vengono più pagate. L’Oiv, l’organismo indipendente di valutazione, deve infatti ancora esprimersi sugli ultimi quattro anni: “Il contratto sottoscritto da liberi professionisti prevede delle penalità per il mancato rispetto dei tempi – attaccano i dirigenti – il che fa venire meno qualsivoglia dubbio interpretativo sulle richieste di proroga avanzate. Peraltro sono pervenute le dimissioni di un componente dell’Oiv, che farebbero presagire nuovi ritardi che non saranno accettati”. Il riferimento è a Fabrizio Escheri, presidente dell’ordine dei commercialisti e paciere nello scontro furibondo tra il sindaco e i revisori dei conti di qualche mese fa, ma che ha fatto un passo indietro come componente dell’Organismo di valutazione.

I dirigenti sarebbero furibondi e pronti allo stato di agitazione, incrociando le braccia, ma anche ad azioni ben più eclatanti. Una nuova grana per il sindaco Orlando che, come detto, deve già fare i conti con il malessere del Coime, dei videoterminalisti, dei precari e dei funzionari, oltre che con il possibile blocco di assunzioni e stabilizzazioni. Il Professore ha provato a stemperare gli animi con l’accordo sulla contrattazione decentrata, approvato oggi dai dipendenti comunali e sbloccato grazie a un milione e mezzo di euro preso dai proventi delle multe, ma che potrebbe non bastare.