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PALERMO

Parcheggi e nuove linee tram
Dalla Regione il primo via libera


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Investimento da 700 milioni, ecco come cambierà Palermo FOTO


PALERMO - Arriva il primo via libera al piano per realizzare i parcheggi delle nuove linee di tram di Palermo, grazie ai 49 milioni di euro messi a disposizione da un bando regionale. La conferenza di servizi, che ieri ha visto la presenza di oltre 30 fra pubbliche amministrazioni e enti gestori, ha visionato e approvato la proposta del Comune che adesso potrà presentare il progetto entro il prossimo 31 marzo che andrà poi finanziato. Una notizia rivelata ieri pomeriggio all’ex chiesa di San Matteo ai Crociferi, alla Kalsa, nel corso di un evento sulle nuove linee di tram organizzato da Mobilita Palermo e Fiab-Palermo ciclabile.

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Un’iniziativa voluta dalle due associazioni che si battono perché il progetto delle nuove linee di tram vada avanti e che ha visto partecipare anche commercianti e residenti del centro storico. Di fronte ad addetti ai lavori e semplici curiosi, sono intervenuti il rup del progetto, l’ingegnere del comune Marco Ciralli, l’amministratore unico di Amat Michele Cimino, il progettista Ruggero Cassata ma anche l’assessore alle Infrastrutture Emilio Arcuri che ha voluto fortemente le nuove linee del tram, di cui può essere considerato in qualche modo il "padre politico". Due ore in cui, con slide e filmati, i relatori hanno provato a spiegare come cambierà il volto di Palermo grazie alle nuove opere.

“Penso sia la prima volta che un progetto di questa dimensione viene approvato in una sola seduta di conferenza di servizi – ha detto l’assessore Arcuri a proposito del bando parcheggi – E’ un progetto che prevede anche le risorse dei privati e confido che un buon rapporto pubblico-privato sia un volàno non solo per l’economia e per il lavoro nel settore edilizio, ma anche per trasformare le strade in luoghi da frequentare e non solo per parcheggiare le automobili. Dal 1985 al 2000 34 città europee hanno realizzato nuove linee di tram, mentre dal 2002 al 2017 sono state un’ottantina – ha detto l’assessore Arcuri – il che significa che l’Europa si sta spostando sul ferrato e Palermo non poteva essere da meno. Estendere a tutta la città il tram significa liberare risorse per le periferie non toccate dalle linee o per i centri a noi vicini in un’ottica realmente metropolitana”.

Tra le novità più importanti l’assenza di pali e barriere, la riqualificazione di vie e piazze centrali come via Roma, via Libertà e via Ruggero Settimo, 13 nuovi parcheggi, l’allargamento di viale Strasburgo, il collegamento dei due depositi (Roccella e Castellana), 17 nuovi convogli che renderanno più frequenti le corse, la pedonalizzazione di via Roma e Mondello. Via Libertà lascerà alle auto le corsie laterali, mentre nascerà una corsia ciclabile qui oltre che in via Roma e via Croce Rossa.

“Questo è il primo evento di una lunga serie – ha commentato Giulio Di Chiara di Mobilitapalermo – Vogliamo che i cittadini apprendano informazioni direttamente da chi sta progettando quest’opera che cambierà la città. Ognuno potrà poi formulare la propria idea, ma sulla base di informazioni chiare e complete. Non vogliamo sostituirci al Comune, cui tocca il compito di coinvolgere i cittadini”.

LE LINEE In realtà bisogna distinguere tra le linee già finanziate e quelle ancora da finanziare. Oltre a quelle già esistenti, infatti, lunghe 18 chilometri, ne sono previste altre sette per ulteriori 67 chilometri: tre e mezzo per le quali ci sono già i soldi del Patto per Palermo (quasi 200 milioni di euro) e altrettante per le quali invece il Comune sta partecipando a un bando ministeriale per ottenere altri 500 milioni. Al primo gruppo appartengono le linee A (Stazione-Stadio passando per via Roma, via Libertà e via Croce Rossa), B (Notarbartolo-Duca della Verdura angolo via Libertà), C (viale Regione-Orleans passando per via Basile) ma anche la E1, cioè il primo pezzo della E (De Gasperi-Francia) la cui progettazione è in carico al bando Periferie e che interesserebbe anche il centro direzionale regionale previsto in via Ugo La Malfa. Per questo si è già nella fase della progettazione definitiva, con tanto di indagini concluse, e il calendario prevede per il 2020 il via ai lavori che dovrebbero concludersi nel 2022.

Al secondo gruppo, invece, appartengono le altre linee da finanziare: la D (Orleans-Bonagia con un nuovo ponte sull’Oreto), la E2 (da Francia a Mondello toccando viale Strasburgo, via Lanza di Scalea, viale dell’Olimpo e via Mattei fino al parcheggio Galatea), la F (Duca della Verdura-Stazione centrale passando lato mare, ossia via Crispi, Foro Umberto I e via Lincoln) e la G fino a Sferracavallo. Per queste linee servirà quasi mezzo miliardo che Palermo proverà a reperire tramite un bando del ministero dei Trasporti, contando sul fatto che le altre città vanno a rilento mentre il capoluogo siciliano potrà affidarsi per la progettazione sempre al gruppo Cassata (cosa prevista dal bando internazionale già espletato).

I PARCHEGGI Il progetto prevede in realtà tutta una serie di opere collaterali, tra cui anche 13 parcheggi: uno multipiano a piazza Giulio Cesare, uno interrato in piazzale Ungheria, due interrati in via Libertà, uno interrato in piazza Boiardo, un altro in piazza Don Bosco, due interrati in via Alcide De Gasperi, uno a raso e interrato in viale Francia, uno interrato in viale Strasburgo, uno a raso e interrato in via Galatea, uno a gradoni in via Mongibello, un altro a gradoni a Sferracavallo, uno interrato al Foro Italico e uno a raso a Bonagia. In totale quasi 3.500 nuovi posti auto, che sostituiranno (e aumenteranno) quelli che verranno soppressi dai binari.

I parcheggi dovrebbero essere tutti realizzati con finanza di progetto, cioè da privati che li gestirebbero per alcuni anni cedendoli poi al Comune, ma Palazzo delle Aquile ha pensato di finanziarne alcuni col bando con cui la Regione ha rimesso in circolo una pioggia di milioni ferma dal 1989 e destinata alle città metropolitane. A Palermo toccheranno 49 milioni che Orlando utilizzerà per progettare e realizzare piazza Boiardo, Don Bosco, De Gasperi (2), e Francia, ossia quelli a servizio delle linee A, B e C, per un totale di quasi 2 mila stalli. In realtà servirebbero 130 milioni, ma i 50 della Regione consentiranno comunque di accorciare i tempi della concessione ai privati (a questi ultimi andranno quelli anche in zona A, ossia Libertà, Ungheria e Giulio Cesare).

Il progetto anche l’allargamento di viale Strasburgo, lo spostamento al centro dei binari su Notarbartolo, nuove rotonde a piazzale Einstein (dove sorgeva il Motel Agip) e piazza XIII Vittime, la riqualificazione delle piazze Borsa, Nascé, Sturzo, Butera, Giulio Cesare, Due Palme, Ziino, Boiardo (Notarbartolo), Montalto e quella su corso Tukory. E ancora il nuovo ponte sull’Oreto, sovrappassi in viale Regione siciliana, la nuova strada per collegare Zen 1 e Zen 2, lo sbocco di via Mattei su via Galatea, la sistemazione pedonale di tutto il lungomare di Mondello, una passerella pedonale per accedere al parco del Castello a mare, sistemazione a verde di piazza Giachery, nuovo verde a Mondello, Sferracavallo e in via Crispi. Il tram consentirà di riqualificare via Roma, via Ruggero Settimo e via Libertà con larghi tratti pedonalizzati e di creare corsie destinate alle sole biciclette in via Libertà, via Roma e via Croce Rossa.

TRAM SENZA BARRIERE La novità è che le nuove linee, a differenza di quelle già esistenti, non prevedono i pali per l’alimentazione: i tram saranno infatti a batteria, senza alcun filo aereo, con la ricarica che avverrà alle fermate. Altra novità assoluta è l’assenza di barriere, tranne in viale Regione siciliana, via Ernesto Basile, viale dell’Olimpo e via Lanza di Scalea, così da garantire maggiore velocità ai convogli. Saranno 14 le stazioni di interscambio.

AMAT Sarà l’Amat, la partecipata del comune di Palermo, a gestire le nuove linee. La preoccupazione è che l’azienda, dai conti in profondo rosso, non riesca a sostenere i nuovi costi: un timore fugato da Cimino che conta sia sui quattro milioni che dovrebbero arrivare dalla Regione, sia sulla redditività delle nuove linee che dovrebbero compensare le spese. “Le nuove linee saranno gestite dall’Amat – ha commentato Cimino – Abbiamo acquisito grande professionalità nella gestione di quelle esistenti e ottenuto un riconoscimento importante da parte dell’Ars, che ringraziamo, e speriamo che questo credito diventi immediatamente esigibile grazie al lavoro del governo regionale. Sosteniamo queste nuove linee di tram nella consapevolezza che il nuovo contratto di servizio corrisponderà una giusta remunerazione per l’attività svolta”.