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Le primarie

Il trionfo di Zingaretti in Sicilia
I vincitori: "Faraone si dimetta"


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Renziani travolti al gazebo. Crisafulli e Ribaudo: il segretario faccia un passo indietro. I risultati. 


Nicola Zingaretti sbanca anche la Sicilia. Il governatore del Lazio supera abbondantemente il 60 per cento (i dati sono parziali e manca Catania), stravince ovunque nell'Isola e travolge Maurizio Martina, su cui puntava il blocco che solo due mesi fa si è preso il partito al termine di un rocambolesco congresso regionale. E alla luce dei risultati delle primarie, che lasciano poco spazio alle interpretazioni,
arrivano subito le prime richieste di dimissioni per Davide Faraone. Come quella che avanza da Enna Mirello Crisafulli, che invita il segretario regionale a “sgombrare il campo al più presto”.

Antonello Cracolici è lesto a postare su Facebook i risultati palermitani. In città, scrive il deputato, Zingaretti fa il 74,6, una percentuale bulgara. Martina si ferma al 14,2 nella città del segretario e del vicesegretario regionale che lo sostenevano. Giachetti ottiene un rispettabile 11,4. Su base provinciale, lo stesso Cracolici riporta di definitivi, con Zingaretti al 59, Martina al 32 (molto meglio in provincia che in città, quindi) e Giachetti al 9.

E a Palermo i lunghi coltelli sono sempre affilati. "Questo risultato - dice Franco Ribaudo, ex deputato, rappresentante degli zingarettiani nella commissione provinciale per il congresso di Palermo - dovrebbe far compiere un passo indietro al segretario regionale, non legittimato da alcun voto, e consentire che nel partito in Sicilia riprenda un percorso di crescita". Nel capoluogo la frattura tra le due anime del partito resta profondissima, tanto che qui gli zingarettiani non hanno presentato una candidatura al congresso provinciale, lasciando che Toni Costumati diventasse segretario a tavolino, come accaduto con Faraone. Lo stesso Cracolici sottolinea il dato palermitano leggendolo come una bocciatura del segretario e invita ad aprire una nuova pagina, superando i "bizantinismi", con parole che suonano come un benservito a Faraone. Per Cracolici il risultato dei circoli delle scorse settimane "non rispecchia neppure lontanamente l'orientamento del popolo di centrosinistra". A Cracolici ribatte il vicesegretario Antonio Rubino , che parla di "aggressioni cattive e volgari" a auspica che queste primarie "chiudano un congresso permanente che in Sicilia dura" dai tempi di Lombardo. Guseppe Lupo invece sottolinea "l'evidente delusione dei cittadini nei confronti del governo nazionale e del governo regionale". Analoga lettura da parte di Anthony Barbagallo, per il quale i cittadini "hanno votato per iniziare a costruire un argine al malgoverno". Nessun riferimento a Faraone da parte dei due big di Areadem. Ma dalla corrente si leva in quella direzione la voce di Teresa Piccione che commenta: "Credo che il risultato certifichi chiaramente che anche in Sicilia una stagione si è chiusa e che bisogna voltare pagina. Chi non ha mai affrontato il vaglio degli iscritti e degli elettori deve prenderne atto".

Ad Agrigento, gli zingarettiani esultano e forniscono un dato stellare, col governatore del Lazio al 72, che lascia solo le briciole agli altri due candidati. Giovanni Panepinto, zingarettiano, chiede una tregua nel partito per mettere da parte "rancori e livori": "La striscia di Gaza palermitana si dia una tregua". Anche in provincia di Caltanissetta Zingaretti vola, intorno al 70 (Martina al 24, Giachetti al 6). “Una nuova alba stamattina. Adesso unità e ripartenza”, scrive Lillo Speziale. Netta l'affermazione di Zingaretti a Trapani. Baldo Gucciardi chiede adesso "un partito che bandisca le risse" per dire "basta alle logiche dell'arroganza insopportabile". A Catania i dati sono provvisori ma si profila una buona performance di Martina.

Solo a Messina Martina ottiene un grosso risultato. Il candidato dei renziani sullo Stretto si piazza secondo ma molto vicino a Zingaretti, un punto e mezzo li separa (a livello provinciale). Per il resto, il nuovo segretario ha vinto nettamente dappertutto in Sicilia. A Enna città Zingaretti ha ottenuto il 78 per cento, che diventa il 67 a livello provinciale (70 secondo gli zingarettiani che contestano i dati di un seggio). Qui Martina ottiene un imbarazzante 6 per cento, i renziani ennesi evidentemente hanno virato su Giachetti che ha ottenuto il 26. “Faraone e i suoi amici devono prendere atto di quello che è successo e sgombrare il campo immediatamente per aprire una nuova fase nel partito”, dice Mirello Crisafulli. “Non è sufficiente ringraziare i volontari, ma bisogna ringraziare chi ha votato, diversamente dal modo in cui loro hanno tentato in tutti i modi di far finire le primarie. Faraone chiuda la sua esperienza di segretario”.