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DOPO LA SENTENZA

Melluso è un uomo libero
"Voglio rifarmi una vita ma..."


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Da sinistra l'avvocato Miriam Lo Bello, Gianni Melluso e l'avvocato Carmelo Carrara

La scarcerazione dopo che è stata annullata la condanna all'ergastolo per omicidio.

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PALERMO – Appena varca, in uscita, il portone del carcere Pagliarelli Gianni Melluso dice di volersi rifare una vita. Vuole ricominciare da capo. Ad attenderlo davanti al penitenziario palermitano ci sono gli avvocati Miriam Lo Bello e Carmelo Carrara, i legali che assieme a Nino Caleca compongono il collegio difensivo dell'uomo che ha rischiato di trascorrere il resto dei suoi giorni in carcere.

La Corte D'Assise di Appello di Palermo lo ha assolto dopo che in primo grado era stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di Sabine Maccarrone, uccisa nell’aprile 2007 e ritrovata in un pozzo nelle campagne di Mazara del Vallo.

Dopo 2 anni trascorsi in cella Melluso spera di rifarsi una vita, ma fa capire di non avere alcuna intenzione di dimenticare. È pronto, infatti, a denunciare per calunnia il suo grande accusatore, Giuseppe D'Assaro, il quale lo indicò come il mandante dell'omicidio da lui commesso. La storia si ripete, ma a ruoli invertiti. Stavolta sarebbe lui la vittima, dopo essere stato il calunniatore di Enzo Tortora.