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Omicidio in via Maqueda
Arrestati due bengalesi


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Il minimarket preso di mira stanotte

Ricostruita la dinamica della rapina sfociata nel sangue. La vittima è Matteo Tresa, aveva 37 anni.


PALERMO - Ha fatto irruzione nel negozio di alimentari "Ronju Shop" intorno alle 2,30. Impugnava il collo di una bottiglia di vetro rotta, con la quale ha minacciato il dipendente. Poi è esplosa la violenza al civico 169 di via Maqueda, in pieno centro a Palermo, dove il tentativo di rapina è finito nel sangue.

L'uomo entrato in azione, Matteo Tresa di 37 anni, pregiudicato, è stato trovato senza vita dalla polizia: l'allarme in centrale è arrivato intorno alle 3, a lanciarlo dopo essere stato contattato dal dipendente, è stato il titolare, un bengalese che ha aperto il minimarket nei pressi di via calderai lo scorso settembre. Ha raccontato che il rapinatore ha tentato di colpire il giovane, voleva i soldi dell'incasso.

Avrebbe dunque preso vita una colluttazione, durante la quale il dipendente del negozio ha impugnato un bastone. E' nel frattempo rimasto ferito anche un cliente intervenuto in suo soccorso. Il rapinatore sarebbe stato colpito una decina di volte, come ha ricostruito la polizia. Ad accertare il decesso sono stati i sanitari del 118 e il medico legale giunti sul posto.

Il bastone trovato sporco di sangue è stato sequestrato, così come il negozio. I due sono stati arrestati dalla squadra mobile per omicidio: si tratta di Matin Abdul e Humayun Kabir, di 44 e 41 anni. In base a quanto ricostruito dagli investigatori, intorno alle 2, Abdul e Kabir sarebbero stati sorpresi dall'uomo che aveva in precedenza impugnato una bottiglia ed aveva intimato di consegnargli il denaro dell’esercizio.

I due avrebbero reagito e ne sarebbe nata una colluttazione, nella quale avrebbe avuto la peggio il rapinatore, colpito con un bastone. Secondo quanto accertato, Kabir lo avrebbe immobilizzato, tenendolo stretto per il torace, con la faccia rivolta a terra. Il complice lo avrebbe percosso, continuando ad infierire. "La vittima avrebbe tentato di resistere alla presa - spiegano dalla polizia - scalciando fino a quando non avrebbe più dato segni di vita". L'uomo è stato identificato soltanto in serata: quando ha fatto irruzione nel minimarket non aveva addosso i documenti e nessuno aveva segnalato il suo allontanamento.

L'autopsia, disposta stanotte dal pm ed eseguita in giornata, ha inoltre accertato che il 37enne aveva poco prima ingerito delle anfetamine. Un aspetto che potrebbe rappresentare una concausa della morte, ma le conclusioni del medico legale saranno formalizzate domani. L'esito potrebbe incidere sulla posizione dei due bengalesi, per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari.