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IL 20 MARZO

Scioperano i dirigenti regionali
La protesta per il nuovo contratto


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L'iniziativa organizzata dai sindacati autonomi a Palermo e Catania.


PALERMO - I dirigenti della Regione siciliana e degli enti pararegionali verso lo sciopero. A confermare la linea della protesta sono le organizzazioni sindacali “autonome”,
Sadirs, Dirsi, Cobas-Codir, Ugl Siad/Udirs. Per i sindacati “continuano a tutt’oggi a permanere i motivi per i quali è stato indetto lo sciopero del prossimo 20 marzo” che si terrà a Palermo e a Catania.

Le sigle invitano i dirigenti regionali a scendere in piazza per ottenere anzitutto il rinnovo del contratto ormai fermo da 13 anni, e precisamente dal primo gennaio 2006.

Mancherebbe tuttora un accordo sulla questione economica. La proposta dell’Aran Sicilia prevedrebbe un aumento di 209 euro lordi ma solo il 60 per cento dovrebbe andare a rimpinguare lo stipendio tabellare. L’incremento medio dovrebbe così essere di 80-100 euro. Il restante 40 per cento dovrebbe essere invece usato per il salario accessorio. Poi ci sono le questioni giuridiche. Secondo quanto si legge nella nota interna dei sindacati lo sciopero serve a rivendicare il passaggio di tutti i dirigenti alla seconda fascia dirigenziale.

Eppure in queste settimane, stando a quanto raccontano i sindacalisti, si è provato a trovare una soluzione al tavolo delle trattative, poi però è stato proclamato lo stato di agitazione ed è stato richiesto che il presidente della Regione Nello Musumeci avviasse un tavolo conciliativo. Infine, è stato richiesto al Prefetto di Palermo di mediare con l’amministrazione regionale.

Nel frattempo è stato avviato con l’Aran Sicilia un confronto che non è apparso sufficiente alle organizzazioni sindacali. “L’Aran - così si legge nella nota sindacale - da settembre 2018 a oggi ha convocato in tutto i sindacati cinque volte. Nelle due ultime riunioni tenute, successive alla proclamazione dello sciopero e come tali strumentali, l’Aran ha proposto soltanto una serie di articoli d’importanza secondaria (sistema delle relazioni sindacali, ferie, assenze, aspettative) sulla falsariga di quelli approvati nel contratto del comparto non dirigenziale”. Nemmeno i 36 articoli presentati sono piaciuti ai sindacalisti che, infatti, ne hanno sottoscritto solo due.

"In questa fase della contrattazione - commenta Fulvio Pantano, sindacalista del Sadirs - manca tutto. I discorsi sono vaghi e si fanno ragionamenti a pezzi. In questo momento non c'è una visione d'insieme che consenta le trattative".

Al tavolo delle trattative, secondo le sigle degli autonomi, non sarebbero stati presentati i punti giuridici del contratto più salienti. “L’Aran Sicilia non ci ha sottoposto - spiega Fabrizio Masi di Cobas Codir - gli articoli più determinanti e cioè quelli che riguardano i criteri di scelta e di affidamento degli incarichi, nonché la i criteri riguardanti la pesatura delle strutture dirigenziali. Infine - sottolinea - come sindacato rivendichiamo che il prossimo contratto assicuri che la scelta dei dirigenti da parte dei dirigenti generali sia svolta sulla base del merito e in modo trasparente diminuendo la discrezionalità di cui godono i direttori".