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VOTO DI SCAMBIO

"Non ho promesso posti all'Ars"
La replica di Salvatore Cuffaro


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L'ex governatore, dopo aver saputo dell'indagine a suo carico a Termini Imerese.

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Mi è stato notificato per conto della Procura di Termini Imerese un atto di chiusura delle indagini dove mi si contesta di “ aver promesso un posto di lavoro all’Ars” in cambio di voti. Ho sempre avuto ed ho grande fiducia nella Giustizia e rispetto per il lavoro dei Pm e se sono nella lista insieme ad altri 96 indagati un motivo ci sarà. Appena avrò le carte che mi riguardano le studierò e mi adopererò con i miei avvocati per chiarire questa vicenda che mi viene attribuita". È quanto affermato in una nota dall'ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, che risulta tra gli indagati di un'inchiesta a Termini Imerese.

"So che è reato promettere posti di lavoro in cambio di voti e so di non aver promesso nessun posto di lavoro all’Ars e so anche di non avere nessun potere, ruolo (essendo un semplice cittadino senza alcun incarico) e nessuna possibilità di mantenere simili promesse. Conosco Amodeo da 20 anni, è un dirigente politico, e non credo avesse bisogno di promesse di lavoro per votare Tripoli col quale ha un ottimo rapporto personale ed ha collaborato per tutta la campagna elettorale", ha aggiunto. "Sono certo di poter chiarire, quanto prima, la mia innocenza rispetto ai fatti che mi si contestano", ha concluso l'ex presidente della Regione.