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Lampedusa

Mare Jonio, in campo la Procura
La nave in porto e sequestrata


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Foto Facebook Carmelo la Magra

Inchiesta ad Agrigento. Striscione alla Porta d'Europa: "Aprite i porti". I migranti: "Libertà"


AGRIGENTO - La Mare Jonio sta entrando nel porto di Lampedusa scortata da motovedette della guardia di finanza. "Liberté... liberté..." urlano in coro i migranti a bordo. La Procura della Repubblica di Agrigento, intanto, ha aperto un fascicolo d'inchiesta per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina sulla vicenda della nave con 48 migranti a bordo. Al momento il fascicolo, secondo quanto scrive l'Ansa, è a carico di ignoti. "La guardia di finanza sta procedendo al sequestro della nave Mare Jonio, e per questo motivo la sta scortando nel porto di Lampedusa. Nelle prossime ore potrebbero scattare gli interrogatori dell'equipaggio". Così fonti del Viminale, mentre Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea, spiega: "L'ordine dato alla polizia è di fare sbarcare i migranti dalla Mare Jonio".

Sul caso Mediterranea "spero che si possa eseguire un sequestro perché questa nave ha disobbedito alla guardia costiera libica e ha messo a rischio la vita di 49 persone attraversando il mare fino a Lampedusa. Se le navi delle Ong non rispettano le regole bisogna fermarle perché mettono anche a rischio la vita dei migranti". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a Pomeriggio Cinque.

E intanto a terra un lungo striscione rosso, con la scritta "Aprite i porti", è comparso proprio davanti alla Porta d'Europa, il monumento realizzato nel 2008 da Mimmo Paladino in memoria dei migranti morti in mare. Tra le persone che protestano c'è anche don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, infreddolito come i ragazzi di Lampedusa solidale, di Mediterranean Hope, dei volontari della Misericordia, di un gruppo di signore che erano uscite da casa per altre ragioni e con il loro abbigliamento leggero si sono, invece, dirette verso gli scogli della costa sud dell'isola dove spira un vento gelido ed è già calato il buio. "Lampedusa è abituata ad accogliere - dice don Carmelo - e in questo momento 49 persone stanno soffrendo. Non possiamo restare indifferenti davanti a quello che accade".