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Nicoletta, i cuori, le coltellate
Orrore, sangue e i post sui social


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Nicoletta Indelicato, la vittima (a sinistra). Carmelo Bonetta e Margareta Buffa

Le esistenze normali nel racconto su Facebook, senza nessun presagio dell'orrore che stava per scatenarsi.

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Quello che non capisci è la superficie in rapporto alla profondità. Se risali la corrente, dal sangue alla piega delle cose tranquille, un capogiro si manifesta.

Nicoletta Indelicato, ragazza sorridente, è stata massacrata – dicono le accuse - da Margareta Buffa e Carmelo Bonetta in un modo bestiale e atroce. E' il salto dallo scorrere della quiete all'epilogo cruento che confonde, nell'intreccio delle esistenze, tessuto e filato su Facebook senza presagi di tragedia. Come accade che i ragazzi che raccontavano il riverbero di una vita senza scossoni siano riuniti in questa storia di cronaca nera, divisi tra vittima certa e presunti carnefici? Dove si è manifestato il punto di rottura?

Eppure, oggi non è diverso da ieri, quando c'erano strade quotidiane, cucine al profumo di caffè, balconi con i fiori esposti al sole che sprofondavano in un abisso improvviso. Solo che non lo sapevamo perché la normalità era un segreto intuito dietro la privacy di seducenti finestre chiuse. Ora, invece, tutti possono sbirciare, nelle didascalie e nelle foto. Tutti possono azzardare qualcosa, se non sapere, nelle orme che lasciamo sul web. Si fa dunque più acuta la divaricazione tra superficie e profondità.

Eccola, Nicoletta, nel suo profilo, che mostra di sé i ritagli con i gattini, il suo sorriso, declinato in contesti differenti, la fragilità di una siepe fiorita e una mano sbarazzina a sfiorarsi la guancia. Secondo la cronaca fin qui disponibile, tutto sarebbe nato da un flirt, forse dalla gelosia, forse da qualche post e da una smodata brama di vendetta. Il delitto ai tempi dei social? Un titolo spendibile, ma il capogiro continua, anzi, aumenta, nel sospetto che possa essere stato un like a contribuire all'edificazione dell'orrore.

Ed eccoli i presunti assassini. Lei che ha 'postato' l'immagine di un cuore che si trasforma, che si va pietrificando, via via, con lo scorrere degli anni. Lui, abbracciato a un orsacchiotto, con l'indignazione di prammatica contro gli stipendi dei politici, in selfie inclini alla tenerezza con i balli caraibici e la folla in un locale che somiglia a una discoteca. Né può mancare il cagnolino dolcissimo, scodinzolante.

Nicoletta Indelicato – questo è al momento ciò che sappiamo - è stata invitata in un locale di Marsala e per un successivo un giro con l'auto. Una volta raggiunta una zona isolata in campagna, è stata assassinata senza pietà da quelli che avevano canuzzi e cuori nella loro bacheca. A loro volta, adesso, impiccati virtualmente da un popolo che si è fatto giuria e patibolo e ne reclama la testa con i commenti, quasi obbedendo al riflesso condizionato della partecipazione a un rito.

Ma qual è il confine tra quello che reclamizziamo e quello che siamo davvero? Dove sono le persone: dietro o davanti lo specchio? Al confine tra i mondi possibili, torna quell'insistente capogiro, un sintomo di smarrimento. Finisce che non riconosci più nessuno, perché non sai da che parte guardare, nella schizofrenia del nostro cuore dipinto da un Picasso impazzito. E se non riconosci più nessuno, chi mai ti riconoscerà?

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