Live Sicilia

Palermo

Grandi opere, rifiuti, personale
Tutte le sfide della nuova giunta


comune di Palermo, nuova giunta palermo, nuove linee tram palermo, personale comunale palermo, piano regolatore palermo, rifiuti palermo, sfide nuova giunta orlando palermo, Politica, Palermo
La nuova giunta Orlando

Assessorato per assessorato, ecco tutti i problemi, le criticità e le emergenze da affrontare


PALERMO - Le linee di tram, il nuovo Piano regolatore, le grandi opere pubbliche, il personale comunale in sofferenza, il decoro urbano, la raccolta dei rifiuti, l’illuminazione pubblica, la penuria di posti nei cimiteri. E’ complicato stilare una lista esaustiva delle piccole e grandi emergenze di una città come Palermo, ma è innegabile che alcuni temi siano entrati prepotentemente nell’agenda politica della nuova giunta comunale di Leoluca Orlando.

Gli assessori scelti dal sindaco, infatti, si sono ritrovati a dover affrontare da subito problemi e criticità, alcuni atavici e altri più recenti, con cui si sono dovuti confrontare sin da subito. Un esempio su tutti il canile municipale e la protesta degli animalisti, che ha costretto Leopoldo Piampiano a precipitarsi a Sala delle Lapidi, ma queste settimane dovrebbero essere dedicate soprattutto al bilancio 2019 e agli atti propedeutici. Ogni assessore si troverà ad affrontare emergenze di breve, medio e lungo termine, potendo contare sul sostegno di una maggioranza che accusa più di un malessere. Ecco, assessorato per assessorato, quali sono i problemi più urgenti.

FABIO GIAMBRONE Partiamo dalle deleghe del vicesindaco Fabio Giambrone, ossia il braccio destro di Orlando. Incassata la soluzione alla vicenda videoterminalisti, resta il profondo malessere di un personale comunale che lamenta l’azzeramento delle posizioni organizzative, la penuria di dirigenti tecnici e chiede a gran voce le stabilizzazioni dei precari e lo sblocco dei concorsi. Una macchina ingolfata e in larga parte anche demotivata, messa in fibrillazione dall’annunciato valzer dei burocrati. Non sarà un’impresa facile per Giambrone, a cui il sindaco ha chiesto anche una particolare cura del decoro urbano: dal centro alle periferie ormai non si contano più i marciapiedi rotti, gli angoli sporchi, il verde incolto, gli alberi tagliati e non rimpiazzati, l’arredo rovinato e in generale la mancanza di cura degli spazi pubblici. Interventi legati a doppio filo al funzionamento di Reset e Coime, ma anche all’attività di controllo di una Polizia municipale in cui non mancano le fibrillazioni con i sindacati.

GIUSTO CATANIA Per lui si tratta di un ritorno sulla poltrona della Mobilità: la Ztl sembra ormai un dato acquisito, anche se molto resta da fare sul fronte delle pedonalizzazioni, specie nel Cassaro basso e nel tratto finale di via Maqueda. Amat ha bisogno di un nuovo contratto di servizio che renda sostenibile il tram, così come la Rap deve rivedere i suoi accordi col Comune per garantire l’igiene ambientale, altra delega del leader di Sinistra Comune: l’obiettivo è l’apertura di nuove isole ecologiche, ma soprattutto la messa a regime dell’azienda e l’aumento della differenziata, oltre che Bellolampo e la settima vasca. L’obiettivo di lungo termine è invece il nuovo Piano regolatore, ormai praticamente pronto a iniziare il suo iter a Sala delle Lapidi.

ROBERTO D’AGOSTINO L’assessore designato dal Partito Democratico ha in mano le chiavi del bilancio: a lui toccherà garantire l’equilibrio dei conti, aumentare la liquidità in cassa e contrastare l’evasione fiscale giunta a livelli allarmanti. Ma il manager con un passato in Ibm dovrà anche valorizzare un patrimonio immobiliare non certo sfavillante e affrontare l’atavica mancanza di posti nei cimiteri cittadini, con i progetti di finanza ancora a un punto morto. Infine c’è il controllo finanziario delle partecipate: ci sono da approvare i nuovi contratti di servizio, c’è da risolvere il problema caditoie, c’è da trovare i soldi per la Reset. Una sfida non certo semplice.

LEOPOLDO PIAMPIANO All’uomo di Sicilia Futura toccherà riallacciare il dialogo con le associazioni dei commercianti, con cui negli ultimi mesi l’amministrazione è arrivata ai ferri corti, ma anche far funzionare lo Sportello unico di via Ugo La Malfa. I dehors rimangono una incompiuta, così come il Piano pubblicità e il regolamento dei mercati, e c’è da far ripartire il tessuto economico della città grazie agli investimenti privati. Da non dimenticare il problema canile, ormai divenuto un’emergenza e che provoca le continue proteste degli animalisti.

MARIA PRESTIGIACOMO L’ex presidente dell’Amap ha deleghe di un certo peso: da lei dipenderà il condono edilizio, un macigno di pratiche che sembra impossibile smaltire malgrado i possibili incassi, ma anche lo Sportello unico dell’edilizia privata. La direttiva firmata Arcuri, accolta con entusiasmo dagli ordini professionali, ha provocato però mal di pancia in uffici a corto di dirigenti tecnici. Ma la Prestigiacomo dovrà seguire passo per passo anche l’iter delle nuove linee del tram, così come il completamento dell’anello e del passante ferroviario: grandi opere, queste ultime due, non di competenza del Comune ma su cui Palazzo delle Aquile deve fare da pungolo perché riprendano a pieno regime. Tra le grandi opere da portare avanti anche il raddoppio del ponte Corleone, lo svincolo Perpignano e i lavori sul ponte Oreto.

ADHAM DARAWSHA L’assessore alla Cultura, anzi alle “Culture” come ama ricordare il sindaco, dovrà mettere a sistema i musei ma soprattutto i teatri, con un Biondo in crisi profonda. L’Ecomuseo del Mare va rilanciato, così come il Comune deve decidere cosa fare di spazi come il Montevergini e i Cantieri culturali della Zisa, per i quali è prevista una fondazione.

GIUSEPPE MATTINA E’ uno dei due superstiti della vecchia giunta e si occupa di una materia assai ostica, ossia le Attività sociali: la platea dei beneficiari è sempre più ampia e i pagamenti alle cooperative e alle associazioni sono spesso in ritardo. Ma Mattina questa volta dovrà gestire anche le circoscrizioni e l’Anagrafe, nel pieno dello scontro con il decreto sicurezza di Matteo Salvini, e curare l’edilizia residenziale pubblica: centinaia di immobili, spesso occupati abusivamente, e con una graduatoria che scorre col contagocce.

GIOVANNA MARANO L’unica donna in giunta è ormai una veterana di Palazzo delle Aquile e, nell’ultimo rimpasto, è riuscita a rimanere al suo posto: il mondo della scuola, alle prese con problemi sui servizi per i disabili e le mense, ma anche quello del Lavoro che significa vertenze come Fincantieri e Almaviva ma, allargando lo sguardo all’area metropolitana, anche Blutec.