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Palermo

La 'polveriera' personale al Comune
La protesta di 364 funzionari


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Palazzo delle Aquile

Agitazione a Palazzo delle Aquile: "Si riattivino le posizioni organizzative".


PALERMO - Chiedono la riattivazione delle posizioni organizzative, le progressioni economiche orizzontali bloccate da dieci anni, premi individuali differenziati, le indennità previste dal contratto, criteri trasparenti e obiettivi per le promozioni e soprattutto un freno alle continue rivoluzioni degli uffici. Il personale del comune di Palermo è ancora una volta in sofferenza e stavolta, a mettere nero su bianco lamentele e criticità, sono i funzionari, ossia la categoria D.

Si tratta di laureati che, specie nell’area tecnica a corto di dirigenti, reggono interi uffici e coordinano i dipendenti: un esercito di 364 burocrati che ha deciso di battere i pugni sul tavolo in una missiva inviata una settimana fa al sindaco Orlando, al vice Fabio Giambrone, al Segretario generale e alle organizzazioni sindacali.

“La nostra categoria – si legge nella lettera firmata da 364 funzionari – ricopre ruoli che, oltre a essere strategici nello svolgimento dei servizi, spesso sono contraddistinti da assunzioni di responsabilità e richiesta di capacità gestionali alle quali non corrispondono adeguati riconoscimenti e valorizzazione delle professionalità, anche in termini economici e di carriera”. Il Comune, infatti, può assegnare le così dette posizioni organizzative: incarichi a tempo, conferiti ai funzionari più meritevoli o con maggiori compiti e che comportano alcune centinaia di euro in più in busta paga. Ma da gennaio 2018 Palazzo delle Aquile le ha azzerata e non le ha rinnovate. A questo si aggiunge il continuo esodo dei burocrati che vanno in pensione e non vengono sostituiti e il fatto che, lì dove mancano i dirigenti, specie in campo tecnico, sono i funzionari a supplire “con un aggravio di compiti e responsabilità”, continua la lettera.

“Molti funzionari si trovano costretti, a causa del carico di lavoro, a prolungare o a rendersi reperibili oltre l’orario di lavoro ordinario – scrivono ancora – anche in assenza di istituti contrattuali che compensino il disagio o retribuiscano le responsabilità connesse al ruolo”. I burocrati lamentano una scarsa attenzione dei sindacati e la mancanza di risposte da parte dell’amministrazione, ma anche una continua rivoluzione degli uffici e proprio alla vigilia di quella annunciata da Orlando: “Si ritiene dover lamentare una eccessiva e inspiegabile dinamica nella definizione della struttura organizzativa che, a causa degli innumerevoli spostamenti di competenze tra unità, aggravano il lavoro degli uffici e rischiano il compromettere il puntuale adempimento dei procedimenti amministrativi”.

Da qui la richiesta di incentivi e miglioramenti delle condizioni di lavoro, il riconoscimento delle indennità di funzione e responsabilità, una nuova graduazione delle fasce dei premi di produttività, l’attivazione delle posizioni organizzative sulla falsa riga di quanto successo al Coime, criteri obiettivi per le P.O. e le progressioni orizzontali. In calce alla lettera 364 firme di funzionari appartenenti agli uffici più diversi: dalla Ragioneria generale alle Partecipate, dall’Anagrafe alle Opere pubbliche, dalla Segreteria generale al Patrimonio passando per la Scuola, gli uffici tecnici, l’Edilizia, il Sociale, le Risorse umane, lo Sport, il Suap, l’Ambiente, l’Avvocatura, i vigili e i Tributi.

“Ho ricevuto la lettera del personale di categoria D e li incontrerò per ascoltarli – commenta il vicesindaco e assessore al Personale Fabio Giambrone - Certamente è mio intendimento portare in giunta la riorganizzazione degli uffici in tempi rapidissimi e la conseguente riattivazione delle posizioni organizzative, figure professionali importanti per la macchia comunale”.