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PALERMO

"Un desolante quadro truffaldino"
Savona, sequestro confermato


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Riccardo Savona

Sotto inchiesta per truffa sui fondi della formazione professionale

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PALERMO - “Un desolante quadro di truffaldino ottenimento ed utilizzo di erogazioni di denaro pubblico per il perseguimento di ingiusti profitti”. Sono le parole usate dal giudice per le indagini preliminari Guglielmo Nicastro per convalidare il sequestro preventivo d'urgenza disposto dalla Procura della Repubblica nei confronti di Riccardo Savona, dei suoi familiari e dei suoi più stretti collaboratori.

Sotto inchiesta per truffa sui fondi della Formazione professionale ci sono pure la moglie dell'onorevole, Maria Cristina Bertazzo, la figlia Simona, Giuseppe Castronovo (legale rappresentante dell'associazione Prosam), Nicola Ingrassia (legale rappresentante della cooperativa Palermo 2000), Sergio Piscitello (legale rappresentante della coop La Fenice) e Michele Cimino, il collaboratore di Savona che ha aiutato gli investigatori.

Secondo i finanzieri del Nucleo operativo metropolitano di Palermo, coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Andrea Zoppi e Vincenzo Amico, i finanziamenti pubblici - circa 900 mila euro - ottenuti da Savona per i corsi professionali sarebbe stato spesi per finalità che nulla avevano a che fare con la Formazione.

Il Gip sottolinea che gli indagati avrebbero provocato “plurimi danni patrimoniali e morali agli enti erogatori... la sussistenza della gravità indiziaria non può di certo dirsi scalfita anche qualora dovessero più compiutamente emergere gravi negligenze nei controlli da parte dell'ente pubblico erogatore dei finanziamenti in questione”. Il giudice tocca uno dei punti dolenti dell'inchiesta: le falle nei sistemi di controllo.