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PALERMO

"Non conosco nessun Russo"
I testimoni inguaiano il consigliere


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Mimmo Russo

L'inchiesta per truffa che ha portato al sequestro di 200 mila euro. La nota di Russo.


PALERMO - Giovanni Geloso risultava “impiegato tecnico settore progettistica”. Mimmo Russo, invece, era “responsabile centro raccolta Caf” dell'Ampi. Eppure i loro colleghi, o presunti tali, hanno dichiarato di non averli mai visti al lavoro.

Sono state le testimonianze a confermare i sospetti dei finanzieri del Nucleo di polizia economica-finanziaria. Ed è scattato il sequestro di beni per quasi 200 mila euro nei confronti dei due consiglieri comunali - Russo è ancora in carica - e dei loro “fittizi” datori di lavoro.

La legge prevede che il Comune rimborsi alle aziende le assenze dei consiglieri per partecipare alle sedute e in generale per rispettare il mandato elettorale. Sono ammessi al rimborso solo i contratti di lavoro subordinato.

Geloso era il direttore tecnico dell'azienda della sorella Antonia, la Sistemi Elettrici Tecnologici, che ha ottenuto 59.938 euro di rimborsi dal gennaio 2015 al febbraio 2016. “Non si è mai visto a differenza della sorella che controllava l'avanzamento dei lavori”, ha detto una dipendente. “Non ho mai visto una relazione di Giovanni Geloso”, ha aggiunto un altro. In azienda si sarebbe fatto vedere solo “per visite personali e per salutare la sorella”, oppure “alcuni giorni al mese solo per firmare la busta paga senza svolgere alcuna attività lavorativa”.

Ammonta a 135.937 euro il sequestro per Mimmo Russo e Daniela Indelicato (periodo di riferimento ottobre 2013- settembre 2015) che lo aveva assunto prima alla Fenalca Interprovinciale Sicilia e poi all'Ampi che si occupano di assistenza fiscale. Anche nel suo caso le dichiarazioni dei colleghi sono state trancianti: “Non conosco nessuno di nome Russo”, “mai visto lavorare”,. “non c'è una postazione per Russo”. Nel caso del consigliere, rieletto nel 2017, componente del gruppo di Fratelli d'Italia e membro della Commissione urbanistica e lavori pubblici, c'è il racconto di un altro testimone secondo cui, Russo avrebbe gestito un Caf al Borgo Vecchio, rione dove affondano le radici del suo impegno politico, e sulla cui titolarità ci sono degli accertamenti in corso.

I finanzieri, coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Francesca Mazzocco, sin d'ora si chiedono come facesse Russo a lavorare all'Ampi da lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 13 e dalle 15:00 alle 19.00.

La nota di Mimmo Russo

"Con riferimento alle vicende giudiziarie che mi riguardano, ritengo opportuno autosospendermi da coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia per evitare qualsiasi forma di coinvolgimento del partito in questo procedimento che mi riguarda personalmente. La questione giudiziaria che mi vede coinvolto è affidata ai miei legali che mi aiuteranno a fare chiarezza su ogni circostanza. Confido serenamente nell'operato della magistratura e mi auguro che la vicenda possa concludersi quanto prima in modo positivo", così scrive Mimmo Russo. "Come coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia - dice Raoul Russo - prendo atto della decisione di Mimmo Russo e ne apprezzo oltre che il gesto, la sensibilità politica. Auspico che prima possibile venga accertata la sua estraneità ai fatti che gli sono addebitati".