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PALERMO

"Il Comune è in buona salute
Al lavoro sui contratti di servizio"


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Intervista all'assessore al Bilancio Roberto D'Agostino (Pd): "I cimiteri? Non obbligati al project financing"

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PALERMO - “Il comune di Palermo è in buona salute, le sue aziende non hanno problemi di tipo finanziario e l’emergenza cimiteri, almeno per due o tre anni, non ci sarà, il che ci consentirà di ragionare a mente serena sul futuro”. Sembra avere le idee chiare Roberto D’Agostino, ingegnere col pallino della politica indicato dal Partito Democratico come assessore nella nuova giunta comunale di Palermo. Il sindaco Leoluca Orlando gli ha affidato il Bilancio e il Patrimonio, che significa anche controllo delle partecipate dal punto di vista dei conti, a cui si aggiunge la delicata delega sui cimiteri.

Come si trova a fare l’assessore nella giunta della quinta città d’Italia?
“Mi sto trovando benissimo, sto facendo una bellissima esperienza che è il coronamento di un’attività politica iniziata da ragazzo. Un compito che sto portando avanti in un clima molto positivo, col sostegno del personale comunale che, se adeguatamente motivato, può rappresentare una risorsa importante per questa città, e in sintonia con il gruppo consiliare del Partito Democratico”.

La sua nomina però ha scontentato l’area Zingaretti…
“Il Pd è un grande partito, è normale che ci siano sensibilità diverse ma non posso che ringraziare tutti i consiglieri comunali per la collaborazione e lo spirito costruttivo con cui lavoriamo”.

Partiamo dal bilancio. Quando arriverà in consiglio comunale il previsionale 2019?
“Il prima possibile. Lo schema di bilancio è stato approvato dalla giunta nello scorso dicembre ma, visti i tagli imposti dal Parlamento nazionale, siamo dovuti intervenire. La Prima commissione sta lavorando alacremente e abbiamo preparato anche degli emendamenti tecnici, sia per calare le nuove tariffe Tari che per coprire i tagli decisi a Roma: cinque milioni nel 2019, otto nel 2020 e altrettanti nel 2021. Contiamo di inviare il bilancio all’Aula in tempi brevi, consentendo al consiglio di svolgere il suo ruolo di controllo e programmazione. Subito dopo toccherà al consuntivo 2018”.

Qual è lo stato di salute del Comune, dal punto di vista finanziario?
“Il comune di Palermo gode di buona salute e, nonostante qualche allarmismo, la situazione non è per niente drammatica, grazie anche al lavoro fatto in questi anni: le partecipate sono in equilibrio, riusciamo a garantire i pagamenti grazie a un flusso di cassa ottimale e non abbiamo grandi preoccupazioni, fermo restando che ogni anno dobbiamo fare i conti con i continui tagli dei trasferimenti nazionali, a cui non possiamo fare altro che adeguarci”.

Neanche le aziende la preoccupano?
“Il sindaco mi ha affidato il controllo economico e finanziario delle partecipate e posso dire che nessuna delle aziende presenta problemi di tipo finanziario, né Amap, né Amat, né Rap. Siamo in una fase di revisione dei contratti di servizio, che si intrecciano con i piani industriali e di risanamento: stiamo facendo un ragionamento unico sui servizi, puntando sugli investimenti. Amap sta già dialogando con la Bei, ma dobbiamo fare sistema con delle linee di indirizzo chiare per tutte le società: non possiamo chiedere più efficienza, senza trovare nuove risorse”. 

Partiamo dalla Rap: la ricapitalizzerete?
“Sì, prevediamo di farlo con la sede di piazzetta Cairoli, che vale circa 4,5 milioni di euro, e con i Centri di raccolta. Il contratto di servizio scade in estate, ma ci siamo impegnati con il consiglio comunale a presentare, entro 45 giorni dall’approvazione delle tariffe Tari, il piano industriale e di risanamento. Lavoro a stretto contatto con i colleghi di giunta che hanno la delega ai rapporti funzionali e che quindi si occupano dei contratti di servizio, a cui do una consulenza dal punto di vista finanziario ma anche gestionale e organizzativo, vista la mia esperienza manageriale maturata in Ibm, al Parco scientifico e nelle start up che ho contribuito a far nascere”. 

Le opposizioni hanno lanciato l’allarme sull’aumento della Tari…
“Ma la Tari non è aumentata, abbiamo semmai ampliato la platea di chi paga grazie al lavoro svolto dagli uffici in questi anni e dai miei predecessori Gentile e Abbonato, ai quali non possono che andare i ringraziamenti miei e della città. Lavoro che ha consentito di portare alla luce aree di evasione ed elusione. Abbiamo anche abbassato le tariffe per le categorie produttive. Gli introiti della Tari ci consentiranno però di effettuare degli investimenti per la Rap, migliorandone l’efficienza, e dal 2020 le aliquote caleranno ulteriormente”. 

Rap aveva chiesto 12 milioni, voi gliene date sei…
“Sì, ma la Rap aveva fatto un ragionamento che poi è mutato visto che per metà non era una perdita strutturale. Grazie agli investimenti attiveremo inoltre un circolo virtuoso: apriremo nuovi Centri di raccolta, faremo aumentare la differenziata e così diminuire la pressione sulla discarica di Bellolampo e sul Tmb che sarà così anche a servizio di altri comuni, facendo aumentare i ricavi. Oggi il servizio di raccolta ha grandi margini di miglioramento, ma la chiave di volta sono proprio le isole ecologiche: se incentivo il cittadino a portare lì i rifiuti con buoni spesa, biglietti dell’autobus o altre forme di premialità che stiamo studiando, possiamo far diminuire la forza lavoro dedicata alla differenziata e usare meglio gli autocompattatori, migliorando il servizio. Nei centri di raccolta avremo, tanto per fare un esempio, anche i parcheggi per i mezzi e gli spogliatoi per il personale, il che renderà le isole ecologiche anche centri di trasferenza: i compattatori portano lì i rifiuti che poi vengono caricati sui mezzi più grandi e soltanto questi vanno fino a Bellolampo. Oggi invece tutti i camion vanno in discarica con il personale a bordo, il che significa straordinari, benzina e meno mezzi in strada. Insomma, grazie ai nuovi Ccr avremo un aumento immediato dell’efficienza e, secondo l’amministratore unico di Rap, Giuseppe Norata, che è un tecnico, riusciremo in due anni a portare la differenziata al 50%, in linea se non con i comuni più virtuosi almeno con città come Napoli”. 

E Amat?
“Amat ad oggi ha una perdita di sei milioni, ma l’azienda ha redatto una prima versione del piano di riequilibrio aumentando la quota parte relativa al trasporto pubblico. Inoltre, appena avremo i quattro milioni della Regione per il tram, a cui aggiungere i tre che risparmieremo dalla riduzione del costo del global service e i 2,5 dalla Ztl, avremo coperto del tutto il costo annuo del tram che si aggira sui 10 milioni. Inoltre ci sono i nuovi autobus Euro 6 che consumano meno e hanno un contributo chilometrico superiore proprio perché meno inquinanti. Ovviamente anche Amat deve puntare a una maggiore efficienza”. 

Pensa che riuscirete a risolvere il problema caditoie con Amap?
“Abbiamo già avuto una riunione con la collega Maria Prestigiacomo e con i rappresentanti dell’azienda: c’è la volontà di arrivare a una soluzione condivisa”. 

Alcune aziende però non vogliono più svolgere alcuni servizi…
“La revisione dei contratti di servizio ci fornisce l’opportunità di un ragionamento più ampio. Ci sono alcuni servizi in perdita, è vero, pensiamo alle caditoie, alla manutenzione strade o alla rimozione delle automobili e per questo stiamo pensando a un riequilibrio dei servizi, magari cedendo alcuni rami d’azienda a Reset che così sarebbe anche più solida”. 

E le nuove assunzioni che chiedono Amat e Rap?
“E’ uno dei temi che stiamo affrontando: se si dimostrerà che più lavoratori comportano più ricavi, nessun problema. Ma bisogna fare i conti anche con la meccanizzazione di alcuni servizi, come lo spazzamento che oggi è fatto manualmente ma che può essere svolto con alcuni mezzi e in sinergia con i vigili per togliere le auto dalle strade. Insomma, dobbiamo applicare una logica industriale. Prendiamo Amat per esempio: al netto del servizio rimozione, che va svolto insieme alla Polizia municipale e che quindi potremmo internalizzare liberando autisti, bisogna guardare in prospettiva a un tram a guida remota e con adeguati sistemi di sicurezza, come succede in tante altre città europee e italiane come Pisa. Cosa che riduce i costi e incide sulle esigenze di nuovo personale”. 

Passiamo al Patrimonio, nota dolente del Comune…
“Qui abbiamo un grande problema che stiamo affrontando, ossia l’accatastamento dei nostri immobili che spesso manca e non ci consente di partecipare ai bandi o di valorizzare i beni. Sono pronti a partire i bandi per gli immobili Erp, da cui ricaveremo almeno due milioni, così come quelli per Palazzo Sammartino o i dammusi della Zisa. Spesso però le aste vanno deserte, anche a causa di valutazioni datate e quindi fuori mercato: stiamo lavorando a un meccanismo che consenta di ripetere le aste rivedendo le valutazioni, altrimenti le gare andranno sempre deserte. E mantenere un immobile è un costo: non solo può essere vandalizzato, ma bisogna pagare l’Imu e, se è una casa, anche Tari o il condominio”. 

Ci sono novità sull’ex Chimica Arenella? O sull’Ippodromo?
“Sulla Chimica Arenella stiamo valutando il frazionamento, mentre sull’Ippodromo il bando è pronto e stiamo risolvendo gli ultimi nodi burocratici. In questo caso abbiamo ribaltato la prospettiva: non è il Comune che deve abbattere gli ottomila metri quadrati di immobili abusivi o fare un progetto, ma sono i privati a doverci fare delle proposte anche su come valorizzare il bene che non comprende solo le attività legate alle corse ippiche, di cui molti sentono la mancanza, ma tutta l’area che è destinata ad attività sportive in generale. Abbiamo lavorato con gli uffici tecnici e la Sovrintendenza, l’obiettivo è di far ripartire le corse dei cavalli eliminando l’amianto e i manufatti abusivi, ma bisogna anche mettere a frutto tutto il resto anche con attività come l’ippoterapia, i concerti o iniziative ludiche e sportive che hanno al centro il cavallo. Vedremo che proposte arriveranno”. 

Chiudiamo con i cimiteri, sui quali l’amministrazione ha presentato un piano che dovrebbe farci uscire dall’emergenza almeno fino al 2021...
“L’Asp ha già dato il via libera a 400 loculi in più ai Rotoli, ma presto dovrebbe dare l’assenso al loro raddoppio: un’operazione che ci consentirà di rientrare immediatamente dei soldi spesi. A questo si aggiunge il nuovo campo di inumazione, sempre ai Rotoli, ma soprattutto l’applicazione di alcune sentenze che ci consentiranno, con una modifica al regolamento, di trasformare le concessioni perpetue in concessioni a scadenza. Su 12 mila, un terzo saranno ‘liberate’ e per le altre si offrirà il diritto di prelazione agli aventi diritto. Questo piano ci consentirà non solo di superare l’emergenza per almeno due o tre anni, ma anche di ragionare con maggiore serenità e in prospettiva: siamo sicuri di voler realizzare il nuovo cimitero di Ciaculli, o l’ampliamento di Santa Maria di Gesù, con un progetto di finanza? Non è possibile valutare l’ipotesi di usare risorse proprie o di ricorrere a un mutuo, considerando che solo i 12 mila loculi di cui parliamo finora ci consentiranno di incassare 6,8 milioni di euro? Io non sono contrario ai privati, ci mancherebbe, dico solo che adesso possiamo ragionare a mente più fredda e decidere con più libertà. Ragionamento che vale anche per il secondo forno crematorio dei Rotoli: stiamo valutando i costi e soprattutto come superare alcuni ostacoli legati all’attuale collocazione e dobbiamo trovare soluzioni che ci consentano anche di accelerare i tempi di realizzazione. Inoltre stiamo acquistando un tranciatore per il legno nuovo di zecca, che sostituirà quello rotto da tempo e che consentirà di smaltire i rifiuti speciali in modo regolare e decoroso. Quel che è certo è che la città ha bisogno di risposte, non possiamo infliggere alle famiglie che già soffrono ulteriori disagi. Anche per questo abbiamo avviato con Reset una pulizia straordinaria dei cimiteri che li renda più dignitosi”.