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Acquistati da Amia e... dimenticati
Il grande spreco dei kit per cani


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Il caso scoperto grazie a un blitz dell'amministratore della Rap Norata: "Ora saranno distribuiti"

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PALERMO - Se qualcuno pensava che l’Amia fosse sparita, dovrà ricredersi. Esattamente come hanno fatto i tanti palermitani che in questi giorni si sono recati al Centro comunale di raccolta di viale dei Picciotti, a Brancaccio, o alla sede della Settima circoscrizione per ritirare uno dei kit per la raccolta delle deiezioni canine.

Si sa, strade e marciapiedi del capoluogo sono spesso pieni degli escrementi degli animali non raccolti dai padroni e Palazzo delle Aquile è quindi corso ai ripari: controlli della Polizia municipale ma anche kit gratuiti con paletta o sacchetto. Insomma niente di strano, se non fosse che sulle scatole campeggia in tutta evidenza il logo della fallita Amia che ormai dal 2013 ha lasciato il posto alla Rap. Una “stranezza” notata da diversi utenti che hanno iniziato a chiedersi come mai ci siano ancora in circolazione prodotti con il marchio di una partecipata che da almeno sei anni non esercita più l’attività.

Il mistero è presto svelato: i quasi 50 mila kit giacevano da anni abbandonati in uno dei magazzini del deposito di Brancaccio, in via Ingham, almeno finché non li ha scovati l’amministratore unico Giuseppe Norata. “Ne abbiamo trovati a migliaia in uno dei nostri magazzini – dice il numero uno di Rap a Livesicilia – E dal momento che non avrebbe alcun senso lasciarli deperire, abbiamo deciso di distribuirli gratuitamente”. Norata, da quando è alla guida della partecipata che si occupa di igiene pubblica, ha infatti indossato anche i panni del “detective”: ispeziona i sacchetti abbandonati per strada per risalire a chi li ha buttati, pizzica i dipendenti fannulloni ma gira anche per i magazzini dell’azienda per capire cosa ci sia dentro.

Questa volta a saltare fuori sono stati migliaia di kit per le deiezioni canine, circa 48 mila, chiusi dentro grandi scatole ammassate in una stanza e lasciate lì da chissà quanti anni. Ci sono i classici kit con paletta e sacchetto (19 mila), ma anche quelli di cartone (29 mila) che sono più facili da smaltire e più ecologici. “Non so da quanto tempo si trovassero lì, né quanto siano costati - continua Norata – ma la curatela dell’Amia non se ne farebbe niente, noi almeno possiamo usarli e distribuirli”. Anche perché i kit, per anni, hanno occupato uno dei magazzini dell’azienda: insomma, un doppio danno tra uno spazio occupato inutilmente e migliaia di gadget che rischiavano di rovinarsi col tempo. Danno di cui, però, fino ad ora non si era incredibilmente accorto nessuno.

All’isola ecologica di viale dei Picciotti i kit sono già in distribuzione e sul sito del Comune campeggia un avviso, datato 11 aprile, che invita a ritirarli gratuitamente presso la segreteria della Settima circoscrizione. Insomma i kit finalmente potranno essere usati dai padroni dei cani, rendendo, si spera, le strade di Palermo un po’ più pulite: un servizio per il quale ringraziare l’ormai fallita e tanto vituperata Amia.

LE REAZIONI

“La vicenda ha dell'incredibile – commenta il coordinatore cittadino dei Verdi, Filippo Occhipinti - Un plauso al dottor Norata, è però necessario non limitarsi a distribuire i kit ritrovati ma adoperarsi affinché in città venga organizzato lo smaltimento, secondo legge, per questi escrementi raccolti: mancano i cestini appositi e un vero e proprio smaltimento di questi rifiuti che la legge considera "speciali". Inoltre, anche il Sindaco dovrà fare la sua parte. I randagi sono tutti di sua proprietà, lo dice la legge. E dato che non posso immaginare che sia il Sindaco, con kit apposito, a raccogliere la cacca dei randagi, bisogna che la Rap offra anche un servizio di lavaggio, sanificazione e pulizia dei marciapiedi sporcati dagli escrementi dei cani”.