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IL PROFILO

Chi è Paolo Arata
Chiamato "il professore"


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Un uomo che la politica la fa, davanti e dietro le quinte, dagli anni ottanta.

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PALERMO - Un breve passaggio alla Camera dei deputati con Forza Italia e poi nessun'altra carica politica. Ma Paolo Franco Arata, professore genovese di 69 anni coinvolto nell'inchiesta della DIA palermitana su eolico e tangenti, frequenta i palazzi almeno dagli anni ottanta, quando fu nominato commissario straordinario per l'emergenza delle mucillagini. Tra consulenze e imprenditoria, una carriera nella zona di contatto tra ambiente, energia e potere.

Il nome di Arata finisce sulle pagine di cronaca per la prima volta alla fine degli anni ottanta. Durante un'estate particolarmente calda il mare Adriatico si ricoprì di mucillagini, e l'allora ministro dell'Ambiente Giorgio Ruffolo chiamò Arata a ricoprire la carica di commissario straordinario per l'emergenza, di fatto una delle prime volte in cui venne istituita la figura del funzionario dotato di poteri eccezionali. Arata fu nominato perché da professore di ecologia era finito a dirigere l'Icram, l'Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare, che aveva compiti di studio sull'ambiente marino e sulla protezione e sviluppo degli stock di pesce.

Un paio d'anni dopo il professore di ecologia viene eletto con Forza Italia alla Camera dei deputati, dove continua a occuparsi di ambiente con la nomina a presidente del Comitato interparlamentare per lo sviluppo sostenibile, il cui obiettivo era recepire anche in Italia la normativa dell'Unione Europea e dell'ONU sulle tematiche ambientali. L'esperienza finisce nel 1996, e da allora Arata non ha più cariche politiche, continuando però a navigare nelle acque dello sviluppo sostenibile e dell'energia. Sempre da professore di ecologia è stato vicepresidente del Forum Energia e società, ed è stato all'interno di diverse aziende attive nel settore del mini eolico, del fotovoltaico e del bio-metano.

Arata partecipa poi alla riunione di Piacenza durante cui, nel 2017, venne steso il programma della Lega di Matteo Salvini, diventando di fatto il consulente delle tematiche ambientali del Carroccio. In quell'occasione, che riunì diversi professori per formulare le politiche leghiste, Arata disse che bisognava "riprendere in mano la questione energetica che, oggi, è gestita da Enel ed Eni".