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Verso le Europee

Liste, addii e grandi manovre
La polveriera del centrodestra


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La cena del "patto dell'arancino" a Catania nel 2017

Le tensioni in Forza Italia, le mosse dei meloniani, i piani di Lombardo: dopo il voto all'Ars qualcosa cambierà

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E dunque alla fine i partiti del centrodestra hanno partorito le liste per le Europee. Quel centrodestra che da inizio legislatura vive un travaglio senza fine all'Assemblea regionale, tra numeri legali che mancano e franchi tiratori che impallinano, con conseguente pantano per il governo. E ora, a guardare le dinamiche che si sono palesate in questi frenetici giorni di composizione delle liste
c'è ben poco da essere ottimisti per il prosieguo. Perché i lunghi coltelli nella coalizione sono affilati e dopo le Europee c'è da aspettarsi burrasca.

Forza Italia, ad esempio, è apparsa sull'orlo di una crisi di nervi. Il partito siciliano in grandissima parte è rimasto saldo accanto al suo lider maximo Gianfranco Micciché, che ha dato forma alla lista secondo i suoi desiderata, superando i tentativi incrociati tra Roma e Catania che spingevano per far rientrare in lista Giovanni La Via. Niente da fare, l'ha spuntata Giuseppe Milazzo, il capogruppo vicinissimo a Micciché e di catanesi in lista non c'è nemmeno l'ombra. Salvo Pogliese, sindaco di Catania ed esponente di punta dell'area ex An del partito l'ha presa malissimo e in serata ha dato l'addio al partito che "in Sicilia ha imboccato la strada dell’autodistruzione", dice in aperta polemica con Micciché. Un addio annunciato poco prima da Basilio Catanoso, altro esponente dell'area, che parla di un partito che è "nave senza nocchiero in gran tempesta". Scissione a destra, dunque. E pezzi persi al centro, con La Via e i suoi rimasti fuori. Gli altri applaudono ma i segni che lascia la battaglia sono visibili e dolenti. Nel frattempo, Luca Cannata, fratello della deputata forzista ribelle Rossana, si è candidato altrove, in Fratelli d'Italia. Come la giovane ex forzista Maria Fernanda Gervasi. I movimenti sono in corso, insomma, aspettando le Europee, i risultati di Forza Italia e il centrodestra che verrà. Magari quello con la “seconda gamba” che sognano Giovanni Toti e Nello Musumeci, e che teorizza pure Giorgia Meloni, con cui però Musumeci non ha chiuso intese per le Europee. Mentre invece l'ex coordinatore di Diventerà Bellissima, Raffaele Stancanelli, ha salutato i musumeciani e si è candidato, con Giorgia e i suoi Fratelli. Da quelle parti, il gran rifiuto del governatore ha lasciato un certo amaro in bocca. E ad aggiungere altri mal di pancia ai tanti, ci si è messo anche il caso con gli Autonomisti di Raffaele Lombardo. Un patto con Fratelli d'Italia sembrava quasi cosa fatta e invece è saltato tutto in zona Cesarini. Altre incomprensioni, altri scenari incerti. La Lega dal canto suo gioca la sua partita in uno splendido isolamento, lasciando che siano gli altri ad azzuffarsi tra loro, e tira dritto, aspettando la conta alle urne, Intanto s'avvicinano al centrodestra i Siciliafuturisti (c'erano già da un pezzo e se n'erano accorti tutti tranne forse qualcuno nel Pd che ha candidato il segretario del movimento Picciolo all'assemblea nazionale del partito). E Micciché lascia intendere senza tanti giri di parole che è pronto ad accogliere. Perché dopo le Europee qualcosa cambierà, nel centrodestra e all'Ars, dove difficilmente i gruppi resteranno quelli che sono oggi da qui a fine anno. Lo sanno tutti. E tutti si preparano, nel centrodestra polveriera.